Saha ricorda il suo CR7: “A 18 anni si vedeva già che era un genio. Sembra sfacciato quando parla, ma la questione è che gli altri non sono al suo livello…”

Arrivare al Manchester United nel pieno della carriera e ritrovarsi di fronte un ragazzino che ragiona già come un veterano. Questa è la strana storia di Louis Saha, che racconta che già all’epoca si vedevano i segni della futura grandezza del portoghese…

di Redazione Il Posticipo

Arrivare al Manchester United nel pieno della carriera e ritrovarsi di fronte un ragazzino che ragiona già come un veterano. Questa è la strana storia di Louis Saha, che viene acquistato dai Red Devils pochi mesi dopo che a Old Trafford è sbarcato Cristiano Ronaldo. E come ricorda il francese alla TV ufficiale dello United, già all’epoca si vedevano i segni della futura grandezza del portoghese.

18 ANNI – “È sempre migliorato, ma come persona direi che non è mai cambiato. In tutta la sua carriera vedi sempre l’impegno che ci metteva quando aveva 18 anni, anche se all’epoca era meno sicuro di sè perchè veniva messo in dubbio e doveva ancora dimostrare di essere il migliore”. Nonostante la giovane età, però, CR7 ragionava già da adulto. “Ma avere quel tipo di fiducia in se stessi in allenamento, lavorare sodo e essere costanti indipendentemente da quel che dice la gente, queste sono capacità impressionanti. Ed è meglio essere così che avere talento. Il modo in cui a quell’età era in grado di capire le cose, di migliorare e di mantenere queste qualità, per me è genio puro”. Anche perchè forse Cristiano poteva anche permettersi una certa compiacenza. E invece… “Chiedetelo a chiunque, chi ha un talento del genere non sempre lavora così tanto. È semplice accontentarsi del proprio livello e pensare di essere arrivati. Ma Cristiano voleva sempre di più. E pensare di volere di più quando a 18 anni sei già al Manchester United è complicato. Lui ci riusciva ed ecco perchè lo rispettavo così tanto”

IRRISPETTOSO – Saha ricorda anche di come quel ragazzino non gliele mandasse certo a dire, nonostante il transalpino fosse più…anziano. “Anche se era più giovane di me, mi ricordo che mi diceva: ‘Louis, devi sorridere di più quando giochi’. Quando un ragazzino ti dice una cosa del genere e tu sei più vecchio e con più esperienza, sulle prime dici ‘ehi, aspetta un attimo’. Ma poi mi sono reso conto che aveva ragione lui”. E questo tratto distintivo, Ronaldo non lo ha mai perso… “Può sembrare sfacciato nel modo in cui parla alla gente e gli altri non capiscono e si arrabbiano, ma è perchè non sono al suo livello. Lui è così superiore a tutti che quando parla normalmente sembra speciale. È incredibile”. Ma del resto, con CR7 di normale non c’è nulla…

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