Sadiq, nuova vita in Spagna ma impossibile dimenticare l’incubo Gerrard: “Mi sono sentito umiliato e non mi ha mai parlato faccia a faccia”

Umar Sadiq ha iniziato una nuova vita calcistica in Spagna, con la maglia dell’Almeria, ma non può dimenticare quello che è stato il momento peggiore della sua esperienza da calciatore: i sei mesi a Glasgow con la maglia dei Rangers.

di Redazione Il Posticipo

Umar Sadiq ha iniziato una nuova vita calcistica in Spagna, con la maglia dell’Almeria. Il centravanti, cresciuto nelle giovanili della Roma, non ha mai trovato molto spazio in Italia, finendo invece per diventare una delle stelle del campionato serbo con la maglia del Partizan Belgrado. Abbastanza perchè il club iberico decidesse di comprarlo in maniera definitiva nel corso dell’ultima sessione di mercato per 4 milioni di euro. Ora, a 23 anni, il nigeriano punta a riportare l’Alemeria in Liga, ma non può dimenticare quello che è stato il momento peggiore della sua esperienza da calciatore: i sei mesi a Glasgow con la maglia dei Rangers.

INCUBO – L’attaccante era arrivato in prestito dalla Roma e non vedeva l’ora di mettersi a disposizione di Steven Gerrard. Eppure, dopo aver giocato una manciata di partite, qualcosa si rompe. E come ha spiegato lo stesso Sadiq al Sunday Post, tutto è diventato strano e poco chiaro. “All’improvviso mi hanno detto che non potevo più usare lo spogliatoio della prima squadra. Dovevo cambiarmi con i ragazzi. E poi qualche giorno dopo mi hanno proibito di parcheggiare la macchina all’interno del centro sportivo. È diventato un incubo. E nessuno mi ha dato spiegazioni di persona, che cosa brutta”. E a gennaio 2019, il calciatore ha lasciato la Scozia per un altro prestito, a Perugia.

UMILIATO – Eppure la delusione per quel comportamento resta, soprattutto perchè è arrivato da parte di un mito del calcio mondiale. “Mi sono sentito umiliato, ho chiesto quale fosse la ragione di questo cambio repentino di atteggiamento nei miei confronti, ma non ho mai avuto una risposta. Gerrard non ha mai dato una spiegazione a nessuno, nè a me nè ai miei procuratori. Si sono comportati in maniera irrispettosa con me, sia come calciatori che come persona. E quando tutto è finito, Gerrard non ha neanche avuto il coraggio di parlarmi e di dirmi in faccia quello che era successo. È stata una gran sorpresa per me, non mi aspettavo un comportamento del genere”. Ma ora, il passato è passato. Ed è meglio metterselo alle spalle…

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