Gary Neville racconta della lite fra Ferguson e Van Nisterlooy: “La maglia non è la tua: non puoi scambiarla”

L’olandese è uno dei giocatori che ha vissuto una parte dell’epoca aurea dello United ma Neville racconta un retroscena su un Ferguson infuriato… per uno scambio di maglia.

di Redazione Il Posticipo

Il Manchester United, ai tempi di Ferguson. La squadra girava perfettamente ma non era tutto facile. Ruud Van Nistelrooy ha vissuto una parte di quell’epoca aurea. E Gary Neville racconta un retroscena su un Ferguson infuriato con l’olandese… per uno scambio di maglia.

L’EPISODIO – Di stima professionale ce n’era tanta ma il carattere del fenomenale ex attaccante olandese non si sposava decisamente con Sir Alex. Uno dei faccia a faccia più cruenti tra i due viene raccontato dall’ex capitano dei Red Devils, Gary Neville, al podcast di Pundit Arena. Era il 2002, lo United usciva sconfitto nel derby per 3-1. “Me lo ricorderò sempre, dopo quella partita Ruud si scambiò la maglia con un giocatore del City. Era stato il giocatore del City a scambiare la maglia con lui. Ferguson lo apostrofo duramente. Gli disse di non dare via le maglie. Gli ha detto che non erano le sue, ma del club. E che le indossava solo temporaneamente. Non erano un bene da poter dare via’“.

SCUSE –  Prima e ultima volta. Per tutti. “Da allora Ferguson non ci ha più permesso di scambiarci le maglie. Credo che abbia detto qualcosa come: ‘dovrei lasciar entrare i tifosi. Dovrebbero venire loro a parlarvi’“. Il rapporto tra l’allenatore e l’attaccante si finisce di rompere quando lo scozzese punterà tutto sulla coppia Ronaldo-Rooney ma l’olandese, nel 2011 si scuserà per i suoi atteggiamenti col coach su Voetbal International. “Ci ho riflettuto molto e penso a che peccato sia che le cose con Ferguson siano finite così. Volevo fare qualcosa a riguardo. Mia moglie mi ha suggerito di scrivergli chiedendo se volesse parlare. Ferguson mi ha risposto. Avrei dovuto chiamarlo in un certo giorno ed ad un’ora precisa. L’ho chiamato, ho detto di volermi scusare e ha risposto: ‘Bene, lo apprezzo, quando ci rincontreremo sarà tutto OK’. È stato bello sentirlo“. Pace fatta.

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