Russia, l’assistente alla VAR Eskov fallisce il test della macchina della verità: ora può essere radiato

Il caso degli arbitri e della macchina della verità continua con un’altra puntata. Vasily Kazartsev e il suo assistente alla VAR Alexey Eskov sono stati sottoposti al poligrafo dopo un arbitraggio sospetto. E uno dei due, spiegano dalla Russia, non ha passato il test…

di Redazione Il Posticipo

Il caso degli arbitri e della macchina della verità continua con un’altra puntata. Ed è decisamente il caso di dirlo, visto che l’investigazione su una partita sospetta del campionato russo sta prendendo sempre più una piega da spy-story. Quasi due settimane fa era arrivata una notizia che aveva fatto sorridere: Vasily Kazartsev e il suo assistente alla VAR Alexey Eskov sono protagonisti di un arbitraggio dubbio nei confronti dello Spartak Mosca. Su un calcio di rigore il direttore di gara si fida di quello che dice il suo collega davanti al monitor e assegna un penalty senza andare a rivedere l’azione. E alla fine i due vengono sospesi.

FALLITO IL TEST – Ma soprattutto vengono sottoposti al poligrafo per capire se nelle loro testimonianze ci fosse qualche elemento di menzogna. All’arbitro è andata bene, ma al fischietto che ha rivisto l’azione incriminata un po’ meno. Come spiega la testata russa Sport Express, Eskov non ha superato il test della macchina delle verità e ora rischia la radiazione. Un brutto colpo per il fischietto, quarantunenne, ex calciatore del CSKA Mosca e del Rostov. Eskov è arbitro FIFA dal 2011 e ha diretto un totale di 158 partite della Premier League russa. Inoltre, è spesso stato utilizzato come direttore di gara per le partite dei gironi di Europa League. Ma adesso tocca a lui essere giudicato.

SANZIONE – Kazartsev ed Eskov nelle scorse settimane hanno rilasciato alcune dichiarazioni a Sport Express e hanno ammesso l’errore, anche se Kazartsev ha sostenuto che non si trattasse di un abbaglio poi così solare. Ma se Kazartsev è stato sospeso a tempo indeterminato, l’aver fallito la macchina della verità può costare davvero caro a Eskov. La situazione sarà oggetto di ulteriori indagini da parte della Federcalcio russa, che si è ripromessa di imporre sanzioni adeguate se le circostanze diventeranno più chiare. Parecchio lavoro per l’associazione degli arbitri, l’ungherese Viktor Kassai, che a inizio 2020, non appena si è ritirato dal servizio attivo, ha accettato l’invito della federazione russa a lavorare con i fischietti di quelle parti. Se avesse saputo della macchina della verità, forse non avrebbe accettato con tanta velocità.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy