Mondiali 2018, il rischio della rivoluzione

Mondiali 2018, il rischio della rivoluzione

Tolleranza zero contro razzismo e intemperanze dei tifosi. Arbitri che possono sospendere le partite o addirittura annullarle. Una scelta importante, ma anche un bel rischio.

di Redazione Il Posticipo

Una mini rivoluzione. Per la prima volta nella storia del calcio, l’arbitro avrà facoltà di interrompere, sospendere o annullare la partita in caso di episodi di (più o meno) manifesta intolleranza da parte degli spettatori in tribuna.

Tre gradi di giudizio

I Mondiali in Russia sanciranno dunque uno spartiacque. Partendo dal presupposto che nel ventunesimo secolo la kermesse dovrebbe essere solo una festa di sport, piuttosto che un’occasione per manifestare intolleranza razziale, ci saranno tre step dopo l’avvertimento. In primis, l’interruzione del gioco. Un modo di disincentivare atteggiamenti sottoculturali. Qualora si proseguisse, si procederebbe al secondo step: ovvero, la sospensione del match.  Se poi la situazione divenisse insostenibile l’arbitro ha addirittura facoltà di annullare la partita. Una soluzione certamente poco auspicabile. Cosi come esiste, ed è forte, il rischio che questa iniziativa possa generare pericolosi contraccolpi. Il calcio è da sempre una cassa di risonanza interplanetaria. I mondiali, poi, nell’era social, diverrebbero una vetrina sin troppo capiente per chi, disinteressandosi dell’evento sportivo, ha altri tipi di obiettivi. Ecco perchè tutto andrà valutato con grandissima attenzione.

Attenzione alle conseguenze

L’iniziativa è lodevole, ma il rischio, è enorme. Per le sacche oltranziste delle tifoserie più calde come quella dell’Inghilterra, della Croazia, della stessa Russia, l’opportunità di trarre visibilità da questa norma è molto alta. Così come, se questa norma sarà allargata anche ai campionati nazionali, le società potrebbero ritrovarsi ostaggio delle tifoserie. La situazione è molto semplice: se una partita può essere sospesa o annullata in caso di episodi più o meno sgradevoli o che sfocino addirittura nell’intolleranza esiste il rischio concreto che le frange più estreme del tifo possano utilizzare la norma come “ricatto”, tenendo in scacco le società. Ecco perchè a questa iniziativa potrebbe essere accompagnata la rivisitazione del concetto di responsabilità oggettiva per i fatti commessi all’interno dello stadio.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy