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Rummenigge: “Una volta Guardiola mi ha ridotto in lacrime”

(Photo by Julian Finney/Getty Images)

Il Bayern ha vinto l'ultima Champions. Che sollievo, visto che non c'era riuscito nemmeno Guardiola, chiamato in Baviera proprio per vincerla. E Rummenigge spiega come è andato l'addio di Pep. "Abbiamo pianto".

Redazione Il Posticipo

La scorsa estate ha rappresentato molte cose diverse. Dal punto di vista calcistico, però, ha significato qualcosa di tanto diverso quanto definitivo per una squadra, il Bayern Monaco. Per i bavaresi, la scorsa estate ha rappresentato la fine di un incubo. Durato 6 anni. E dire che in questi anni, la dirigenza ha investito molto anche in allenatori. Come Pep Guardiola, chiamato in Baviera proprio per vincere la Champions. E Rummenigge spiega come è andato l'addio.

LE LACRIME -Guardiola ha passato tre anni in Germania dove ha riscosso successo. Tre campionati vinti, due coppe di Germania, una supercoppa UEFA e il mondiale per club. Certo, non è riuscito a conquistare la Coppa dalle grandi orecchie ma non è facile per nessuno. Nemmeno per i migliori. E tutte le storie, anche le più belle, giungono al fine. Karl-Heinz Rummenigge ha raccontato alla Bild: "Un pomeriggio che ricorderò sempre: novembre 2015. Stavamo mangiando insieme e mi ha detto di voler lasciare il club. Aveva bisogno di una nuova sfida. Ha giocato a carte scoperte dall'inizio. È stato un pomeriggio emotivamente importante: ha pianto, anch'io ho versato delle lacrime. È stato memorabile per me".

UN BEL RAPPORTO - Tra i due si era sviluppato un gran bel rapporto d'amicizia. Due ex calciatori, due uomini di sport dopo il ritiro. Rummenigge ricorda anche i pomeriggi passati a bere insieme. Ma tra i due, il rapporto non si è guastato. "È totalmente affidabile, una grande persona con la quale ci si può divertire molto. Io e Pep ci scriviamo ancora, non è un gran fan di Whatsapp. Ci siamo scritti a Natale e a capodanno. Siamo regolarmente in contatto: si è sviluppata un'amicizia". Insomma, non è facile immaginarsi Rummenigge in lacrime, ma è pur vero che se Guardiola dice di volersene andare da una squadra, anche i seggiolini dello stadio potrebbero disperarsi.