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Rummenigge rivela: “Nel 2008 ci offrirono cifre record per Ribery, ma abbiamo detto no. E su Kimmich…”

MUNICH, GERMANY - MAY 18: Franck Ribery of Bayern Munich celebrates after scoring his team's fourth goal during the Bundesliga match between FC Bayern Muenchen and Eintracht Frankfurt at Allianz Arena on May 18, 2019 in Munich, Germany.  (Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Il Bayern continua a dominare la Bundesliga, anno dopo anno. Ma come fa il Bayern a continuare a vincere, in Germania e in Europa, riuscendo anche ad avere un bilancio sano? Lo spiega Karl-Heinz Rummenigge...

Redazione Il Posticipo

Il Bayern continua a dominare la Bundesliga, anno dopo anno. Sono nove stagioni che il Meisterschale non finisce lontano da Sabeber Straße e l'impressione è che anche questa volta non ci saranno molte difficoltà a fare dieci. Ma come fa il Bayern a continuare a vincere, in Germania e in Europa, riuscendo anche ad avere un bilancio sano e a non subire troppo le conseguenze della crisi causata dalla pandemia? Lo spiega l'ex direttore generale del club, Karl-Heinz Rummenigge. Kalle ha rilasciato un'intervista alla Bild in cui ha spiegato da cosa deriva la forza societaria del Bayern.

DOMINIO - E tutto parte da oltre dieci anni fa, quando il Bayern decide di non essere un club di quelli che vende al migliore offerente... "Ci sono due motivi per questa supremazia. Per esempio nel 2008 abbiamo ricevuto offerte altissime per Ribery, dalla Spagna e dall'Inghilterra. Sarebbero stati, con due importi diversi, i trasferimenti più alti della storia del calcio. Ci siamo chiesti a lungo se potevamo rifiutare quei soldi. Alla fine però abbiamo deciso che non avremmo venduto un giocatore così importante per noi". E poi c'è stato un momento in cui, perdendo tutto, il Bayern ha capito...come si vince. "Poi è arrivato il 2012, il Borussia ha vinto il campionato e ci ha battuto nella finale di Coppa di Germania e abbiamo perso la finale di Champions League all'Allianz Arena. È stato uno shock. E da quel momento in poi abbiamo prodotto un miglioramento continuo a livello nazionale e internazionale. Negli ultimi anni siamo sempre stati tra i migliori tre club d'Europa".

KIMMICH - C'è modo anche di parlare della situazione di Kimmich, che lotta per la diffusione del vaccino ma che...non è vaccinato."La prima cosa che voglio dire su Kimmich è che è un giocatore della Bundesliga che è un modello in molte cose. Lo conosco come una splendida persona, come dimostra anche la sua iniziativa 'We Kick Corona'. Mi ha sorpreso il fatto che non si sia vaccinato e questo ha creato un dibattito. A febbraio ho suggerito che sarebbe stato prudente vaccinare i calciatori per tempo, come esempio per tutti, ma mi hanno criticato. Ora le cose sono cambiate. Ma quello che sta facendo Joshua è molto responsabile, vuole aspettare prima di conoscere gli effetti a lungo termine del vaccino e si fa i tamponi ogni due giorni. Come modello di comportamento, è meglio di chi è vaccinato. Sono convinto che in un futuro prossimo potrà vaccinarsi, è una persona e un calciatore molto responsabile. E possiamo essere felici che faccia parte del Bayern e della nazionale". Parola di Kalle. Qualcosa che al Bayern, ma non solo, conta parecchio.