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Rummenigge: “Nel 2008 il Real ci offriva 75 milioni per Ribery, non lo abbiamo venduto per dare un segnale”

MUNICH, GERMANY - OCTOBER 21: Karl-Heinz Rummenigge, CEO of FC Bayern München looks on prior to the UEFA Champions League Group A stage match between FC Bayern Muenchen and Atletico Madrid at Allianz Arena on October 21, 2020 in Munich, Germany. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Quando prende la parola Karl-Heinz Rummenigge è sempre meglio ascoltare con cura. E nella lunga intervista che l'ex dirigente del Bayern, appena andato...in pensione, ha concesso ad AS, ci sono parecchi spunti interessanti.

Redazione Il Posticipo

Silenzio, parla Kalle. Quando prende la parola Karl-Heinz Rummenigge è sempre meglio ascoltare con cura. E nella lunga intervista che l'ex dirigente del Bayern, appena andato...in pensione, ha concesso ad AS, ci sono parecchi spunti interessanti.

BARCELLONA - A partire dal ricordo del clamoroso 2-8 al Barcellona nella Champions 2019/20... "È stata una follia, pensavamo tutti che fosse un sogno e che ci saremmo svegliati da un momento all'altro. E invece no. Credo di non aver mai vissuto e che non vivrò mai qualcosa del genere. La nostra squadra era in trance e quella partita ci ha convinti che potevamo vincere davvero la Champions. Quello che hanno fatto Flick e la squadra è stato eccezionale". A proposito di Barcellona, Kalle ha la sua idea sul caso Messi. "In tre anni la Liga ha perso le sue due stelle, Cristiano è andato alla Juventus e ora Messi al PSG. Tutti e due lasciano un vuoto in termine di marketing che è difficile da riempire. Ognuno la pensa come vuole, ma per me è stato un autogol aver dovuto lasciare andare Messi per le conseguenze del Fair Play Finanziario".

MERCATO - I problemi, però, sono generali. "Il calcio è su una brutta strada dal 1995, dalla sentenza Bosman. Il fatto che i calciatori possano liberarsi a fine contratto ha creato un sacco di conseguenze pessime in quanto a stipendi, commissioni per gli agenti e prezzi dei cartellini. Dipende dalla UEFA e dalla FIFA tornare a regolare un mercato che è sempre più fuori controllo". Parlando anche di Superlega, Rummenigge ricorda come il Bayern abbia spesso detto di no al Real. Un qualcosa che non succede molto di frequente... "Florentino non mi ha mai chiesto Lewandowski, mi conosce bene sa che non venderei uno come lui. Dico sempre che i migliori acquisti dei miei trent'anni di Bayern sono Lewa e Neuer, il migliore davanti e quello dietro, senza i quali non avremmo potuto fare quello che abbiamo fatto negli ultimi anni. Nel 2008 dal Real ci offrivano 75 milioni per Ribery, una cifra che all'epoca avrebbe battuto tutti i record. Mi ricordo che ci siamo seduti e abbiamo cominciato a discutere e siamo arrivati alla conclusione che non lo avremmo venduto, nè per quella cifra, nè per di più. Volevamo dimostrare al mondo che il Bayern non è un club di quelli che compra e vende di continuo. È stato un segnale chiaro, tanto ai club quanto ai nostri giocatori: da lì hanno capito tutti che da queste parti i contratti si firmano e si rispettano". Parola di Kalle.