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Rummenigge e un addio davvero…inaccettabile: “Un pomeriggio Guardiola mi ha ridotto in lacrime”

(Photo by Julian Finney/Getty Images)

Guardiola ha passato tre anni in Germania dove ha avuto successo. Tre campionati vinti, due coppe di Germania, una supercoppa UEFA e il mondiale per club, ma non la Champions. Eppure il suo addio è stato...devastante per Rummenigge!

Redazione Il Posticipo

Il 2020 ha rappresentato molte cose diverse, visto l'impatto che ha avuto sulla vita di tutti i giorni in ogni parte del pianeta. Dal punto di vista calcistico, però, ha significato qualcosa di tanto diverso quanto definitivo per una squadra, il Bayern Monaco. Per i bavaresi, la vittoria della Champions League nell'estate di ormai quasi due anni fa ha rappresentato la fine di un incubo durato 6 anni. E dire che in quel periodo la dirigenza aveva investito molto anche in allenatori. Come Pep Guardiola, chiamato in Baviera proprio per vincere il trofeo. E Rummenigge spiega come è andato l'addio.

LE LACRIME - Guardiola ha passato tre anni in Germania dove ha avuto successo. Tre campionati vinti, due coppe di Germania, una supercoppa UEFA e il mondiale per club. Certo, non è riuscito a conquistare la Coppa dalle grandi orecchie ma non è facile per nessuno. Nemmeno per i migliori. E tutte le storie, anche le più belle, giungono al fine, come Karl-Heinz Rummenigge ha raccontato qualche tempo fa alla Bild: "Un pomeriggio che ricorderò sempre: novembre 2015. Stavamo mangiando insieme e mi ha detto di voler lasciare il club. Aveva bisogno di una nuova sfida. Ha giocato a carte scoperte dall'inizio. È stato un pomeriggio emotivamente importante: ha pianto, anch'io ho versato delle lacrime. È stato memorabile per me".

UN BEL RAPPORTO - Tra i due si era sviluppato un gran bel rapporto d'amicizia. Due ex calciatori, due uomini di sport dopo il ritiro. Rummenigge ricorda anche i pomeriggi passati a bere insieme. Ma tra i due, il rapporto non si è guastato. "È totalmente affidabile, una grande persona con la quale ci si può divertire molto. Io e Pep ci scriviamo ancora, non è un gran fan di Whatsapp. Siamo regolarmente in contatto: si è sviluppata un'amicizia". Insomma, non è facile immaginarsi Rummenigge in lacrime, ma è pur vero che se Guardiola dice di volersene andare da una squadra, anche i seggiolini dello stadio potrebbero disperarsi. Anche se poi, come dimostra quanto di buono fatto da Flick, peraltro arrivato come sostituto di Kovac, non è mica detto che siano sempre i tecnici più quotati quelli in grado di portare i risultati più attesi...