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Rummenigge…consiglia Al-Khelaifi: “Non andare nello spogliatoio degli arbitri. Messi? Mi sanguina il cuore”

MUNICH, GERMANY - OCTOBER 21: Karl-Heinz Rummenigge, CEO of FC Bayern München looks on prior to the UEFA Champions League Group A stage match between FC Bayern Muenchen and Atletico Madrid at Allianz Arena on October 21, 2020 in Munich, Germany. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Rivali sempre, nemici mai. Il Bayern Monaco e il Paris Saint-Germain hanno in comune parecchie cose e Rummenigge ha solo parole al miele per il club parigino e per il suo presidente, Nasser Al-Khelaifi. E qualche consiglio, che non fa mai male...

Redazione Il Posticipo

Rivali sempre, nemici mai. Il Bayern Monaco e il Paris Saint-Germain hanno in comune parecchie cose: i due club dominano il calcio nel proprio paese, sono sempre protagonisti (nel bene e nel male) in Champions League e hanno entrambi detto di no alla Superlega. Ecco perchè non sorprende che nell'intervista rilasciata a L'Equipe l'ex direttore generale del Bayern Karl-Heinz Rummenigge abbia solo parole al miele per il club parigino e per il suo presidente, Nasser Al-Khelaifi.

VINCERE - Kalle comincia parlando della partita con il Real Madrid e di come non si aspettasse un'eliminazione del PSG. "A essere sincero, pensavo di andare a dormire all'ora della partita. Il PSG aveva la questione sotto controllo e non vedevo come il match potesse cambiare. Ma è successo con il pareggio di Benzema. Il Bernabeu è un luogo dove ogni tanto succedono cose pazze, se giocassero di nuovo dieci volte, il PSG passerebbe in nove casi. Ma nel calcio ci sono cose che non si possono spiegare". Da grande vecchio, Rummenigge ha qualche consiglio per il giovane Al-Khelaifi...  "Il PSG deve capire che è semplicemente impossibile vincere dalla sera alla mattina, indipendentemente da quanto si spende. Nasser è una persona razionale, che si controlla bene, è educato, è attento, ma il calcio crea parecchie emozioni. E la prossima volta che lo vedrà, gli consiglierò di non andare più nello spogliatoio degli arbitri. Ma non possiamo dimenticare che è un presidente molto giovane".

MESSI - Dunque, chi chiede un passo indietro al fondo qatariota non ha ben capito la situazione. "Dov'era il PSG prima di Al-Khelaifi? Era un club che bisognava cercare a lungo prima di trovarlo sulla mappa del calcio europeo. Quando la gestione qatariota è arrivata, c'erano grossi problemi economici. Ora invece hanno la stella più importante del mondo e sono costantemente tra i migliori club del ranking UEFA". A proposito di quella stella, non si può non parlare di Leo Messi... "È chiaro che non sia felice a Parigi, ma mi sembra che nelle ultime settimane stia migliorando. Ricordo che in estate i tifosi lo hanno accolto in maniera incredibile. E un calciatore come lui non merita di essere fischiato, quando vedo scene simili mi sanguina il cuore". E a buon intenditor, poche parole...