Rui Costa confessa: “Ci vergognavamo a imitare Ronaldo, provavamo le sue finte di nascosto”

Quella di Rui Costa, 48 anni appena compiuti, non è esattamente una carriera poco vincente. Sembra quindi strano che qualcuno possa aver fatto così tanta impressione all’ex milanista da costringerlo…a vergognarsi. Ma non c’è nulla di scontato, quando si parla di Cristiano Ronaldo…

di Redazione Il Posticipo

Una Champions League e uno scudetto con il Milan, tre Coppe Italia e due Supercoppe in rossonero e in viola, 94 partite e 26 gol con la nazionale portoghese. Quella di Rui Costa, 48 anni appena compiuti, non è esattamente una carriera poco vincente. E il centrocampista è da sempre considerato uno dei migliori della sua generazione, sia nel suo paese che in Italia. Sembra quindi strano che qualcuno possa aver fatto così tanta impressione all’ex milanista da costringerlo…a vergognarsi. Ma non c’è nulla di scontato, quando si parla di Cristiano Ronaldo. I due hanno giocato insieme in nazionale e, da quanto riporta Goal, il futuro Pallone d’Oro…ha davvero impressionato Rui Costa.

VERGOGNA – “Non ho mai giocato con Messi, ma ho avuto il privilegio di farlo con Cristiano Ronaldo mentre stava crescendo nel mondo del calcio. In nazionale era il più giovane di tutti, ma si è subito integrato benissimo e ogni giorno aveva sempre una nuova finta da farci vedere. La verità è che noi ci vergognavamo di provarle in allenamento e lo imitavamo di nascosto. Poi la sera a cena parlava solo di dribbling, mentre noi cercavamo di inculcargli l’importanza del gioco di squadra. Ma in realtà, quando lui non era nei paraggi, dicevamo tutti che avrebbe sicuramente vinto il Pallone d’Oro. Si capiva dal modo in cui si allenava, dal suo talento. Non avevamo dubbi, nè io nè gli altri giocatori più esperti.Sapevamo che eravamo di fronte a un atleta con una forza di volontà straordinaria. Aveva sia la testa che i piedi per essere il migliore. E fortunatamente per tutti, è andata così.”. Una…dichiarazione d’amore in piena regola da parte di Rui Costa.

MESSI – Che racconta anche di quando sembrava fatto il suo passaggio al Barcellona dal Benfica, ma poi non se n’è fatto più nulla. “Avevo la parola di Jorge De Brito, il presidente del Benfica, che con la mia cessione avrebbe in qualche modo iniziato ad arginare la crisi economica della società. Con le nuove elezioni invece De Brito dovette lasciare il posto a Manuel Damasio e le promesse svanirono nel nulla”. Alla fine, è andata bene prima alla Fiorentina e poi al Milan, che si sono godute uno dei migliori centrocampisti della sua generazione…

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