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Rudiger: “La maglia di Weah, fatta in casa. E quando l’ho chiesta a Messi pensavo non volesse la mia”

Il difensore del Chelsea ha parlato un po' di tutto, rivelando anche diversi aneddoti sulla sua carriera...

Redazione Il Posticipo

Rudiger, il calcio e non solo. Il difensore del Chelsea ha parlato un po' di tutto, rivelando anche diversi aneddoti sulla sua carriera. E uno particolarmente divertente riguarda Messi. Le dichiarazioni sono state riprese dal sito ufficiale del club, cui ha rilasciato l'intervista.

MAGLIE - Il tedesco oggi è uno dei migliori interpreti del ruolo, ma all'inizio.... giocava in avanti. "Avevo una maglietta che avevo cucito da me di Weah. In famiglia non c'erano così tanti soldi per comprarmi un kit di gioco e così ho pensato di farmene uno da solo. Era una maglietta bianca: ho scritto il numero nove e il suo nome sul retro. Conservo gelosamente la maglia di Leo Messi. Quando abbiamo giocato a Barcellona, in Champions, un paio di anni fa. Per me è stato un grande onore gli ho chiesto la maglia dopo la partita quando ci siamo stretti la mano. Gli ho chiesto la maglia e l'ho avuta". Poi una gaffe. "Pensavo non volesse la mia, ne ero certo. Invece Fabregas mi ha detto di dargli la mia casacca. Messi la voleva!".

PASSATO - Uno sguardo anche al passato: "Ho fatto il mio primo tatuaggio nel 2012, quando ho esordito. Ne ho fatti altri e non ne ho mai cancellato nessuno. Ho fatto la mia prima vacanza a 19 anni, quando me la sono potuta permettere da solo. L'ultima è stata a Dubai, mi piace molto ci torno spesso". L'impatto con il Chelsea è stato facile. "Quanto ero ragazzo ho studiato l'inglese, capisco quasi tutto. Non riuscivo a capire il significato di "rapido" quando lo sentii dire da Drinkwater. Allora conoscevo solo il termine "veloce". Fatico ancora a capire Barkley e soprattutto Gilmour. Lo scozzese è molto difficile".