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Roy Keane: una vita da mediano, tra calcio, calci, il nonnismo a Pique e…le urla all’arbitro!

Redazione Il Posticipo

 DUBAI, UNITED ARAB EMIRATES - DECEMBER 27: Gerard Pique attends the Dubai Globe Soccer Awards at Armani Hotel Dubai on December 27, 2020 in Dubai, United Arab Emirates. (Photo by Francois Nel/Getty Images)

Keane, a modo suo, è un esempio per i più giovani. La sua formazione si basa su metodi poco ortodossi ma efficaci. Striglia un diciassettenne Pepito Rossi per non avergli passato un pallone in allenamento e apprezza la non risposta. E “educa” un giovanissimo Piquè a essere professionale. Il centrale del Barça, nel 2004, ha la malaugurata idea di lasciare acceso il telefonino nello spogliatoio. Per cautela inserisce la vibrazione, ma il brusio non sfugge alle orecchie di Keane che cerca il “colpevole” più o meno come Jack Nicholson in Shining. Al secondo urlo, Piquè trova il coraggio di rispondere. La “phonata”, racconta il difensore, è memorabile. Da quel giorno il suo telefonino, nello spogliatoio, è sempre spento.