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Roures: “La crisi non terrà i tifosi lontano dal calcio ma Barcellona non potrà permettersi Neymar”

Jaume Roures, presidente di Mediapro spiega che la crisi investirà sopratutto i club, e questo porterà a diverse conseguenze, compresa la permanenza del brasiliano a Parigi.

Redazione Il Posticipo

Il coronavirus ha paralizzato l'economia e ovviamente anche il calcio sta risentendo delle ripercussioni. L'incidenza del covid-19 impatterà soprattutto i club. E il mercato dei diritti TV potrebbe cambiare. Jaume Roures, presidente di Mediapro analizza, come riportato da AFP, i possibili scenari da un punto di vista del mercato televisivo e calcistico.

CAMBIAMENTI - Il calcio potrebbe assistere a un brusco cambiamento. Soprattutto a livelli di club."Tutto lo sport sta cambiando. Questa crisi influenzerà il prezzo dei diritti televisivi in un modo o nell'altro. E comunque non ci sarà più modo di pagare i giocatori centinaia di milioni di euro. In primo luogo perché i club non avranno più i mezzi. Le banche non presteranno denaro ai club con la stessa facilità di prima. Molte cose cambieranno e  penso che sia molto positivo a livello sociale. Non ero d'accordo con il pagamento di 140, 160 milioni di euro per avere un calciatore".

NEYMAR- Le parole di Roures sembrano implicare un addio alle grandi mosse di mercato e ciò significa che Neymar resterà: "Innanzitutto per quello che ho appena detto ma anche perché il Barcellona non ha più la capacità economica di spendere somme ingenti. Adesso è impossibile". In ogni caso, il futuro del calcio in TV  è assicurato. "La crisi non allontanerà la gente dal football. Forse i bar e i ristoranti potranno rimanere chiusi ma la gente ha ancora bisogno e voglia di calcio. Avevamo previsto l'apertura del canale in Francia per luglio ma ora non so se sarà a luglio o agosto. In ogni caso, non cambierà niente. Abbiamo avuto un incontro tra Lega e  presidente e concordato il futuro. Rimarremo sugli stessi parametri a seconda di quando inizierà il campionato. Non dipende dai club ma dalle decisioni delle autorità sanitarie. Il livello dei diritti ha comunque raggiunto il livello massimale".