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Rossi: “Forse non ho abbastanza appeal per il calcio italiano. Il Marocco? Non è una sorpresa”

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Il commissario tecnico dell'Ungheria, ha affrontato diversi temi. 

Redazione Il Posticipo

Marco Rossi a tutto campo. Il commissario tecnico dell'Ungheria, in una intervista rilasciata a Tuttomercatonews ha affrontato diversi temi.

ITALIA

Un caso anomalo, quello di Rossi. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti con l'Ungheria non ha ancora ottenuto le attenzioni del nostro calcio che resta ancora a guardare gli altri giocare i mondiali.  "Credo di non avere il profilo che possa interessare il campionato italiano. Pesano i risultati ottenuti solo all'estero e la tendenza a ritenere che solo i giovani siamo moderni o al passo. La carta d'identità per gli allenatori conta davvero pochissimo. Per quanto riguarda la nazionale, ha pagato dazio alla sfortuna ma ha giocatori fortissimi in ogni ruolo e credo che non sbaglierà più a livello internazionale. Non credo che ci sia da preoccuparsi, l'eliminazione dal Mondiale è stata frutto della più mera casualità. Mancini è competente e ha fiuto per il talento. Sono sereno in vista del futuro azzurro. Fra i giovani scelgo Raspadori e Barella. E per lo scudetto dico Napoli".

MONDIALI

Il Mondiale ha raccontato la favola del Marocco. Una Ungheria in scala maggiore. "La mia favorita resta la Francia, ma la nazionale di Regragui è una sorpresa sino a un certo punto, considerando che era posizionata intorno alla 20esima posizione del ranking FIFA e ha più della metà della rosa che gioca nei top campionati. Ho visto un mondiale che ha bocciato il fraseggio e il possesso palla e premiato la solidità difensiva e la capacità di ripartite veloce e in verticale. Poi ci sono state anche squadre poco fortunate come la Germania che ha sbagliato solo un tempo con il Giappone. L'Inghilterra è fuori per un rigore dopo aver giocato alla pari se non meglio della Francia. Mi spiace molto per Kane, non meritava di essere così sfortunato dal dischetto".

LAST DANCE

Il Qatar lascia in eredità anche il possibile addio al calcio che conta di Ronaldo: "Non deve essere stato facile gestirlo lascialo fuori è una scelta comprensibile, per certi versi logica ma anche impopolare. Appare evidente che abbia imboccato la parabola discendente della carriera. Santos ha preso una decisione difficile, probabilmente più di quanto noi possiamo pensare, ma era solo questione di tempo, prima o poi qualcuno l'avrebbe dovuto fare. E poi il calcio non cambia a seconda delle latitudini. Quando si vince va tutto bene, poi se si perde vengono fuori le polemiche. Non credo che sarebbe stata una decisione facile per nessun ct al mondo".