Rondon, niente Venezuela – Colombia. Il Dalian dice “no” alla convocazione in nazionale

L’attaccante della Vinotinto non potrà aiutare i suoi compagni. Il suo club gli ha impedito di raggiungere la nazionale. E può farlo.

di Redazione Il Posticipo

Il Venezuela affronterà la Colombia, senza il suo capocannoniere. Salomon Rondon non potrà partecipare alla prima partita delle qualificazioni sudamericane per il Mondiale 2022. Un’assenza non da poco per la Vinotinto, indebolita dalla norma che permette ai club di dire “no” alle convocazioni  dei propri tesserati in nazionale.

PROVATO – Il centravanti, punto di riferimento offensivo della nazionale (30 gol in 80 partite internazionali), come riportato da Marca, ha cercato in tutti i modi di essere presente alla sfida. E ne ha parlato con un accorato messaggio sui social network. “Ho fatto tutto ciò che era umanamente possibile per aggregarmi alla nazionale”. I suoi sforzi si sono rivelati vani. Non è stato sufficiente acquistare tre biglietti in cinque giorni, né recarsi in aeroporto. Impossibile, per lui, lasciare il paese nonostante abbia provato in tutti i modi a lasciare la Cina.

NO – Nessun caso politico. Semplicemente, il Dalian, squadra allenata dalla vecchia conoscenza del calcio italiano Rafa Benitez, ha sfruttato la nuova normativa FIFA che permette al club di rifiutarsi di concedere il calciatore alle nazionali in relazione alle nuove norme di contenimento del Covid-19. Se la stella venezuelana avesse lasciato la Cina per raggiungere la nazionale, al suo ritorno sarebbe stato obbligato, come protocollo, a restare in quarantena. Ciò significa che la squadra, in piena lotta per non retrocedere, si sarebbe ritrovata senza uno dei suoi migliori giocatori nella volata finale della stagione.

RISCHIO  – Rischio insostenibile, agli occhi del club. Anche perché Rondon ha già segnato 9 gol in stagione. Il ragazzo, dal canto suo voleva fortemente raggiungere il Venezuela. Nel gioco delle parti, ognuno aveva le sue ragioni. Dunque il club si è attenuto alla circolare FIFA. Risultato: un dispiaciutissimo Rondon ha dovuto accettare la situazione e si è dovuto accontentare di inviare un video motivazionale ai compagni di squadra.

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