Trionfi in terra straniera – Le standing ovation ai grandi rivali

Basta una standing ovation a garantire la grandezza di un calciatore? Se arriva da uno stadio ostile, da un ambiente che tutto vorrebbe fare tranne che rendere omaggio ad un avversario, è un segnale importante.

di Francesco Cavallini

Basta una standing ovation a garantire la grandezza di un calciatore? Beh, se arriva da uno stadio ostile, da un ambiente che tutto vorrebbe fare tranne che rendere omaggio ad un avversario, forse è un segnale importante. Significa che chiunque, anche tifoserie rivali da sempre, riescono a riconoscere la presenza in campo di qualcuno di straordinario, che supera i confini del campanilismo e che è patrimonio del calcio tutto. Basta pensare al pubblico dell’Allianz, che si alza in piedi e applaude l’ennesima prodezza di Cristiano Ronaldo, nonostante sia il gol numero nove del fenomeno dei Blancos alla Juventus. Rivale, sì. Ma campione vero e come tale riconosciuto. Come è già accaduto ad altri nella storia.

Ronaldinho, Totti e Del Piero

Anche il pubblico del Real Madrid, nonostante sia più che abituato ai campioni, ha avuto la sua porzione di standing ovation agli avversari. Anzi, forse gli applausi a scena aperta da parte del Bernabeu sono il miglior certificato che si possa richiedere per accedere allo status di…campione. È capitato a Ronaldinho, con una scena che ricorda molto quella dell’Allianz. Progressione del brasiliano terminata con la rete, Casillas sconsolato e dalle tribune molti cominciano ad applaudire il rivale di sempre. Una soddisfazione non da poco per Dinho e per tutto il Barça. E anche Totti e Del Piero hanno ricevuto l’approvazione del pubblico di Madrid: le loro ultime apparizioni nella Casa Blanca sono state segnate dal tributo convinto della tifoseria delle Merengues. Il giusto coronamento di due carriere leggendarie.

Ronaldo e il Teatro dei Sogni

Old Trafford ha assistito a pagine storiche del calcio mondiale, ma non è certo immune dal fascino dell’avversario. Soprattutto se l’avversario in questione si chiama Ronaldo (quello brasiliano) ed ha appena segnato tre gol contro il Manchester United. Il Fenomeno ha ricevuto una meritatissima standing ovation durante la Champions League 2002-03, quando una sua tripletta stende letteralmente i Red Devils, che speravano di recuperare in casa le tre reti subite all’andata dal Real. Ma davanti ad una prestazione monstre dell’allora Pallone d’Oro in carica, il pubblico inglese non può fare altro che alzarsi in piedi e applaudire il numero 10 del Real, visibilmente colpito dal tributo regalatogli in uno degli stadi che ha fatto la leggenda del calcio.

Gerrard, l’ultima standing ovation dal Chelsea

Gerrard ed il Chelsea sembrano davvero due entità molto distanti tra di loro. Eppure le loro strade si sono incrociate più di una volta, fino al più classico degli epiloghi. Nel 2005 il capitano del Liverpool sembrava dover raggiungere Lampard nella mediana dei Blues, ma poi ha deciso di rimanere nella sua squadra del cuore. Quasi un decennio dopo proprio un suo errore contro il Chelsea a conti fatti costa al Liverpool il trionfo in campionato che manca da più di venticinque anni. Ma nella sua ultima partita a Stamford Bridge, tutto il pubblico londinese si alza ad applaudire il grande campione dei Reds, che realizza il gol pareggio e si prende la soddisfazione di ricevere una straordinaria standing ovation da parte di uno stadio solitamente poco caldo come quello del Chelsea.

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