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Ronaldo il Fenomeno: “Vorrei giocare ma devo dimagrire. Non resterò a Valladolid per sempre. I due gol della finale del 2002 la mia rivincita più grande”

27 Jul 1997:  Ronaldo of Inter Milan in action during the pre-season friendly match against Manchester United at the San Siro Stadium in Milan, Italy. The game was a 1 - 1 draw.  Mandatory Credit: Mike Hewitt /Allsport

Il Fenomeno fra presente, passato e futuro.

Redazione Il Posticipo

Ronaldo Nazario da Lima, il Fenomeno, ha concesso una lunga intervista a Sports Illustrated  fra presente, passato e futuro. Un mondiale, due Palloni d'Oro, una squadra di calcio, il Valladolid, di cui è presidente. Il brasiliano parla di tutto.

TAGLIO - Si parte ovviamente dalla sua carriera di calciatore. Risorto dalle ceneri di infortuni terribili, Ronaldo vince il mondiale del 2002. E rivela un aneddoto sul suo look. "Era un taglio di capelli orribile ma c'era una ragione. Non volevo parlare con i giornalisti brasiliani dei miei infortuni e grazie a quel look se ne sono dimenticati. I gol che ricordo con maggior piacere sono quelli segnati in Finale alla Germania. Non sono le marcature più belle, ma le più importanti perché nessuno credeva che avrei potuto giocare di nuovo a calcio, ma quella doppietta rappresenta la vittoria più grande". Anche la vigilia è stata diversa. E Ronaldo ci scherza su. "Non volevo addormentarmi, avevo paura che risuccedesse quello che è accaduto nel 1998. Ho trovato Dida e gli ho chiesto di restare con me. Ed è rimasto sino a quando non siamo partiti sull'autobus per lo stadio."

PRESENTE - Il presente è fatto di un altro tipo di lotta. Per perdere peso. E con il Covid. "Vorrei giocare ancora a calcio. Non ci riesco da tre anni ormai perché ogni volta che ci provavo mi facevo male. Nella mia testa però, penso ancora di potercela fare. Il problema è che se mi arriva un pallone lungo penso ancora di arrivarci. Invece non posso. Mi piacerebbe fare parte delle formazioni legends, ma per riuscirci devo perdere peso". Anche il Covid lo ha segnato. "I miei genitori sono stati ricoverati per tre settimane dopo aver contratto il virus. Adesso stanno bene, ma negli ultimi due mesi abbiamo avuto tempi molto difficili. Spero che quest'anno sia migliore".

FUTURO  - Il futuro, invece, è lontano da Valladolid. "Sono molto preso da questa esperienza ma non resterò qui per sempre, perché ho altre cose in mente per il futuro. Adesso però è troppo presto per parlarne. Di certo sono nato per lavorare.  Non mi interessa se la gente mi ricorda come il "gordo" o il "fenomeno". Ho fatto del mio meglio. È stata una grande esperienza, e ora ne ho ne sto vivendo una nuova. E voglio essere il migliore anche in questa carriera".