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Ronaldinho è l’idolo del penitenziario: ressa per gli autografi e lui registra un video…per la famiglia di un altro carcerato

Un mese in carcere per Ronaldinho. Uno strano anniversario per il brasiliano, che continua a essere rinchiuso in un penitenziario di massima sicurezza di Asuncion, in Paraguay. E gli altri detenuti. quando possono, cercano di avere contatti con...

Redazione Il Posticipo

Un mese in carcere per Ronaldinho. Uno strano anniversario per il brasiliano, che continua a essere rinchiuso in un penitenziario di massima sicurezza di Asuncion, in Paraguay. Trenta giorni fa l'ex Barcellona e Milan, assieme al suo inseparabile fratello Roberto, ha cercato di entrare nel paese sudamericano con un passaporto falso, su cui il verdeoro risultava naturalizzato paraguaiano. Il giudice, Clara Ruiz, ha negato la possibilità di arresti domiciliari al Pallone d'Oro 2005, spiegando che ci può essere pericolo di fuga, considerando che è uno straniero che è entrato illegalmente nel paese.

IDOLO - Un mese passato in maniera particolare dunque, tra tornei di calcetto, partite di foot-volley e parecchie visite. L'attenzione mediatica, però, è ovviamente stata catturata dall'emergenza coronavirus, facendo passare in secondo piano la detenzione di uno dei simboli del calcio mondiale. Ma, come riporta Marca, chi di certo non può dimenticare di avere Dinho così vicino sono gli altri detenuti. Che hanno fatto a gara per averlo in squadra nella competizione interna al carcere e che, quando possono, cercano di avere contatti con l'ex numero 10 della nazionale brasiliana. Che, come quando è libero, è una stella. Al punto che all'interno del penitenziario c'è una vera e propria ressa durante le ore d'aria per autografi e foto con Ronaldinho.

VIDEO - Il brasiliano, nonostante più di qualche amico lo abbia descritto come abbastanza depresso dalla situazione, non si fa pregare. A dimostrarlo, spiega Marca, c'è un video in cui il verdeoro manda un saluto alla famiglia di Pablo. Chi è Pablo? Semplice, un altro detenuto, che ha giocato da centravanti nella sua stessa squadra nel torneo carcerario. Tra una foto e l'altra, per Dinho c'è modo di passare il tempo. Nella sua cella ci sono un televisore e un ventilatore e gli è permesso di prendere a calci un pallone, che sia per partitelle di calcio o del suo amato foot-volley. La situazione, insomma, potrebbe essere peggiore. Di farlo uscire, però, non se ne parla. Il giudice non ha voluto sentire ragioni. E i giorni di detenzione aumentano, diventando mesi...