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Ronaldinho ai domiciliari chiede un pallone e ottiene…un campo: un salone dell’hotel in Paraguay attrezzato per farlo allenare

Il brasiliano è uscito di prigione e, sebbene debba ancora restare ai domiciliari, affronta la detenzione a modo suo. In un hotel da sogno con tanto di suite presidenziale. Cosa manca? Beh, il pallone. Nessun problema, perchè è arrivato,...

Redazione Il Posticipo

Dopo un mese dietro le sbarre, per Ronaldinho è arrivata la fine della prigionia. O meglio, fine della permanenza in carcere. Il brasiliano, agli arresti in Paraguay per un passaporto contraffatto ha vissuto un periodaccio. E ora, dopo aver festeggiato il quarantesimo compleanno in un penitenziario ad Asuncion, sebbene debba ancora restare ai domiciliari il brasiliano è affronta la detenzione a modo suo. In un hotel da sogno con tanto di suite presidenziale. Tv da 55 pollici, vasca idromassaggio, un immenso balcone e, in caso al brasiliano venisse fame, anche un cucinotto abbastanza spazioso. Cosa manca? Beh, il pallone.

SORRISO - Nessun problema, perchè come ha spiegato alla testata messicana Excelsior il gestore dell'hotel Emilio Yegros è arrivato anche quello. Un regalo che ha riportato finalmente il sorriso sul volto del brasiliano, che come hanno raccontato quelli che gli hanno fatto visita in carcere ha accusato parecchio il colpo. “Ronaldinho non ha perso il senso dell'umorismo e quando ti parla fa sempre un sacco di battute. Mi sembrano brave persone, anche suo fratello sorride sempre. E Dinho è già cambiato rispetto al primo giorno, quando è arrivato parecchio teso e visibilmente stressato". Anche perchè ora c'è anche l'amico pallone, la prima richiesta del brasiliano appena arrivato.

SALONE -  Yegros però spiega che è stato fatto anche di più, visto che per la gioia di Ronaldinho un salone dell'albergo è stato attrezzato per diventare un campetto di 30 metri per 15, per permettere all'ex Barcellona e Milan di svagarsi con il suo passatempo preferito. E di non perdere la sua innata classe, che neanche il ritiro e i guai con la giustizia sembrano aver scalfito. Dunque, rispetto ai giorni passati in carcere, quando l'attività sportiva era prevista solo nelle ore d'aria, un gran bel passo avanti. Resta ancora da capire come si evolverà la vicenda dal punto di vista giudiziario ,ma per adesso, la piega sembra decisamente migliorata. Del resto, a Dinho basta dare un pallone e tutto andrà meglio...