Romania-Svezia, Orsato ferma il match: insulti razzisti ad Isak, che però si vendica…

Ormai sembra un classico: si giocano le qualificazioni ad Euro 2020 e una partita va interrotta per problemi di razzismo. A venire bruscamente stoppato è stato il match tra Romania e Svezia, quando un settore dell’Arena Nazionale di Bucarest ha cominciato a prendersela con Alexander Isak.

di Redazione Il Posticipo

Ormai sembra purtroppo essere diventato un classico. Si giocano le qualificazioni ad Euro 2020 e una partita va interrotta per problemi di razzismo. Non è bastata la vergogna di Bulgaria-Inghilterra, con il pubblico di casa che il mese scorso ha reso la serata di Sterling un inferno. Stavolta i Tre Leoni non c’entrano, ma il risultato è stato lo stesso. A venire bruscamente stoppato è stato il match tra Romania e Svezia, quando un settore dell’Arena Nazionale di Bucarest ha cominciato a prendersela con Alexander Isak. Lo svedese è stato bersagliato di fischi e di ululati quando è entrato in campo ed è stato quindi necessario interrompere la partita.

ISAK – A prendersi la responsabilità di farlo è stato il nostro Daniele Orsato, che ha seguito passo passo le indicazioni per gestire casi del genere dopo che il calciatore gli ha fatto notare il problema. Il match è stato fermato e dagli altoparlanti è partita la richiesta ai tifosi di comportarsi in maniera più civile. Risultato raggiunto, perchè come riporta Goal da quel momento non si sono più ravvisati cori razzisti nei confronti del giovane attaccante gialloblu. Che anzi, è stato sommerso dalla gioia dei suoi compagni. A qualificazione avvenuta, con lo 0-2 conseguito a Bucarest, gli svedesi si sono infatti tutti quanti fiondati ad abbracciare Isak. Che, per tutta risposta agli insulti ricevuti, ha guidato i festeggiamenti dei tifosi scandinavi per il pass staccato per Euro 2020 come spiega il Daily Mail.

PRECEDENTI – Tutto bene quel che finisce bene, dunque. Non si può dire lo stesso per i padroni di casa, perchè la Romania dovrà passare dai playoff se vorrà essere presente alla massima competizione continentale. E dire che il sorteggio della fase finale si terrà proprio a Bucarest tra due settimane. Sorteggio a cui di certo la delegazione UEFA non arriverà col sorriso sulle labbra. Gli ululati contro Isak arrivano infatti dopo che la Romania ha dovuto già giocare una partita a porte chiuse come conseguenza agli insulti razzisti rivolti nei confronti della minoranza ungherese. L’ennesima dimostrazione che il razzismo, purtroppo, resiste anche di fronte ai provvedimenti disciplinari.

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