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Roman Abramovich, causa presso la Corte europea della Giustizia di Lussemburgo contro il Consiglio UE

Roman Abramovich, causa presso la Corte europea della Giustizia di Lussemburgo contro il Consiglio UE - immagine 1

La causa del magnate russo è stata registrata dal tribunale il 25 maggio.

Redazione Il Posticipo

Roman Abramovich ha intentato una causa presso la Corte europea della Giustizia di Lussemburgo contro il Consiglio Ue per le sanzioni adottate nei suoi confronti in seguito all'invasione russa dell'Ucraina. Lo riferisce l'Ansa. La causa del magnate russo è stata registrata dal tribunale il 25 maggio. In precedenza altri due uomini d'affari, Mikhail Fridman e Petr Aven, avevano intentato cause simili presso la corte europea.

AL VERDE - Come noto, i conti correnti bancari di Abramovich e tutti i beni dell'oligarca russo sono stati congelati sia negli USA che nel Regno Unito a seguito di quanto accaduto in Ucraina. A suo tempo gli avvocati dell'ex proprietario del Chelsea avevano dichiarato che era assurdo pensare che il loro cliente avesse qualsiasi responsabilità o influenza sulle azioni dello Stato russo. Passati diversi mesi, anche secondo quanto riportato da 'Page Six’, Abramovich, nonostante un patrimonio che Bloomberg quantifica sui 14,3 miliardi di dollari, sarebbe ormai al verde e già gli inizi dello scorso aprile avrebbe chiesto qualche prestito. Sia il regista Brett Ratner, sia la famiglia Rothschild, nonostante i buoni rapporti, si sarebbero rifiutati. In primis perché a questi livelli non si parla di liquidità e poi perché non è ben chiaro quali sarebbero potute essere le ripercussioni di qualsiasi azione.

Roman Abramovich, causa presso la Corte europea della Giustizia di Lussemburgo contro il Consiglio UE - immagine 1

LONDON, ENGLAND - DECEMBER 19: Chelsea owner Roman Abramovich looks on after their 3-1 win in the Barclays Premier League match between Chelsea and Sunderland at Stamford Bridge on December 19, 2015 in London, England. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

CHELSEA - Nel frattempo si è chiusa la vicenda legata al Chelsea che da qualche giorno ha una nuova proprietà. Un consorzio statunitense ha pagato quasi 5 miliardi di euro per assumere il controllo del club. Nonostante la cessione del club campione del Mondo e che lo scorso anno è salito in cima all'Europa, il magnate russo non percepirà neanche un euro dalla cessione del club. In questo senso un portavoce del governo non ha lasciato spazio alle interpretazioni.  "In seguito ad accurati accertamenti legali e contabili, possiamo essere certi che dell'intero ricavato della vendita del Chelsea non potrà beneficiare Roman Abramovich o nessun altro individuo colpito da sanzioni. Ora possiamo cominciare a lavorare per assicurare che il profitto generato dalla cessione venga destinato ad un ente benefico che si occupi delle vittime della guerra in Ucraina".