Strootman, il fattore in più della Champions giallorossa

Sarà forse una coincidenza, ma il ritorno a pieno regime di Kevin Strootman ha portato alla Roma la qualificazione agli ottavi come prima nel suo girone. E l’olandese, in netta crescita, vuole continuare a fare la differenza nelle notti europee.

di Redazione Il Posticipo

Stagione 2014/15: ultima giornata del girone di Champions League, Roma eliminata dal Manchester City. Stagione 2015/16: la Roma si qualifica all’ultimo minuto, pareggiando con il modesto Bate Borisov. Stagione 2017/18: i giallorossi passano il turno da primi della classe, superando Chelsea e Atletico Madrid. Molti fattori hanno inciso su questa crescita in campo europeo, dall’arrivo di calciatori di esperienza ad un approccio diverso alla competizione portato da Di Francesco. Ma è anche giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare. Anzi, a Kevin. Nelle annate precedenti, Strootman non era in campo. In questa sì e i risultati parlano chiaro. Si vede e si sente. Anche parecchio.

Strootman sta crescendo a vista d’occhio

Contro il Qarabag, Strootman gioca forse la miglior partita della stagione. Che scalza quella precedente, guarda caso quella con la SPAL. La quale, a sua volta, migliora il derby. Morale della favola, il motore diesel dell’olandese sembra essersi avviato sul serio. Sparito quell’alone di pesantezza nei movimenti, la Roma ha ritrovato il suo centrocampista totale, quello in grado di interrompere un’azione avversaria e di ritrovarsi dieci secondi dopo dall’altra parte del campo a concludere a rete. Questione di rodaggio, che per un fisico massiccio come quello dello Strootman 2.0 è chiaramente più lungo che per gli altri. Di Francesco lo aveva notato e proprio prima dell’ultima partita di campionato aveva anche vaticinato: a Kevin manca solo il gol. Che è arrivato e ha certificato una crescita esponenziale del calciatore.

Un calciatore di stampo europeo

Alla sua vera prima volta in Champions (escludendo sette minuti nell’era Garcia e gli sciagurati preliminari della scorsa stagione), il numero 6 si dimostra l’uomo in più della Roma. Sei gettoni in sei partite europee, due dei quali dalla panchina. Presente nella buona e nella cattiva sorte, nel 3-0 al Chelsea e, seppure solo nel finale di gara, nella sconfitta con l’Atletico. Ora però viene il bello. Ci saranno gli ottavi da giocare, grandi squadre da affrontare e duelli importanti da vincere. Ciò che Strootman ama di più. La competizione, la sfida, l’adrenalina dei match che mettono in palio la vera gloria. Non stupisce quindi che la Champions sia il suo naturale terreno di caccia. Quello di un calciatore di stampo europeo, che proprio nelle notti stellate di coppa ha regalato sprazzi del vecchio Strootman.

Lampi del vecchio Kevin

Già, quello di prima degli interventi al ginocchio, quello che molti si erano rassegnati a non vedere più. Uomini di poca fede, perchè se c’è qualcosa riguardo cui è possibile mettere la mano sul fuoco è la determinazione di Strootman. Che per primo sa che può dare ancora di più e non si darà pace finchè non sarà tornato al massimo. Se le ultime prestazioni possono fungere da cartina di tornasole, la strada imboccata pare quella giusta. La brillantezza tanto cercata sta tornando, si nota dalla capacità di leggere il gioco e di non sprecare energie preziose. Perchè come diceva un altro olandese, l’importante non è correre tanto, ma correre bene. E anche l’esplosività, messa un po’ sotto traccia da un fisico irrobustito rispetto al passato, fa capolino nei lunghi scatti che il ruolo di mezzala (che Di Francesco pare avergli cucito addosso per quanto gli si addice) richiede e che vengono completati con sempre maggior frequenza e facilità.

Adesso c’è da rituffarsi nel campionato. Che magari non garantirà l’adrenalina della Champions, ma che rappresenta per Strootman e per la Roma l’opportunità di continuare a vivere una stagione che sta regalando parecchie soddisfazioni. Per la Champions League ci sarà tempo. E intanto a Trigoria si attendono con ansia i sorteggi. Passare da primi può garantire avversari più abbordabili, ma c’è comunque il rischio di incrociare corazzate come Real o Bayern. Ma ai giallorossi importa poco. Chiunque incroci il loro cammino a febbraio, le gambe non tremeranno. Quest’anno la Roma ha uno Strootman in più. E quando sale alta la musica della Champions, fa tutta la differenza del mondo. Lo dicono i numeri. E lo dice il campo.

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