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Roma, c’è più di qualcosa che non VAR

Anche al netto delle due reti annullate contro il Sassuolo, nelle ultime partite la Roma fatica non poco nell’imporre il proprio gioco.

Francesco Cavallini

Cala per due volte il silenzio sullo stadio olimpico mentre il signor Orsato compie l’ormai arcinoto segno della tv. Due reti annullate per la Roma, entrambe dopo controllo video. Se sul primo episodio il fuorigioco di Dzeko, seppur millimetrico, c’è, il secondo è più controverso. In offside non c’è il marcatore Florenzi, ma il giovane Under. Blocco volentario su Missiroli? O tentativo di disinteressarsi dell’azione? Chissà. Orsato e la sua terna optano per la prima opzione. E alla Roma non resta neanche il risultato a mitigare l’impressione che la squadra stia vivendo un periodo di difficoltà.

Schick ancora sottotono

A sottolinearlo ulteriormente, la prestazione del calciatore più atteso, Patrik Schick, di nuovo schierato dal primo minuto e nuovamente impiegato da esterno destro nel canonico 4-3-3. La sensazione è che il contraccolpo psicologico della rete sbagliata all’ultimo minuto contro la Juventus non sia stato assorbito a dovere. Complice un gioco che di certo non lo favorisce, con molte sovrapposizioni sulle fasce e poca spinta centrale, il ceco passa in campo quarantotto anonimi minuti, tra qualche buona iniziativa bloccata dalla fisicità dei difensori del Sassuolo e più di qualche imprevista complicazione nei duetti con il compagno di reparto Dzeko. Esce dopo tre minuti della ripresa, tra qualche timido applauso di sostegno del pubblico, ma lasciando la netta impressione che per il miglior Schick ci sia ancora da attendere.

Una Roma a cui manca intensità di gioco

Chi di certo manca, e non da questa partita, è la miglior Roma. L’ultima vittoria resta quella ottenuta al minuto 94 contro il Cagliari, anche lì faticando molto più del previsto. E il canovaccio del match contro il Sassuolo non si è particolarmente discostato da quello delle ultime prestazioni. Un gioco prevedibile, troppi tentativi di creare superiorità sulle fasce per cross che non hanno mai offerto, nonostante un ampissima amore di traversoni, possibilità concrete agli attaccanti. Il gol arriva, ma quando la difesa non riesce a reggere l’urto dei tentativi degli emiliani, la frittata è fatta e la Roma si ritrova bloccata sul pareggio. Manca l’intensità della prima parte della stagione, che aveva reso imprevedibile e molto più produttivo il gioco giallorosso. Ora la squadra di Di Francesco fatica a portare avanti il pallone e quando ci riesce spesso manca la stoccata. Tranne che in due casi, entrambi però vanificati dall’intervento del VAR.

Il VAR non nasconde la mancanza di lucidità

Manca anche un po’ di tranquillità, figlia di risultati che in questo momento stentano se arrivare e che porta alla poca lucidità sotto porta. E va bene la sfortuna e anche qualche decisione discutibile da parte dei direttori di gara, ma la squadra giallorossa ci sta mettendo del suo. Anche al netto delle due reti annullate dal VAR nel pomeriggio dell’Olimpico, gli uomini di Di Francesco hanno faticato non poco nell’imporre il proprio gioco. Non è tutto da buttare, perché la partita ha restituito un Nainggolan molto più attivo delle uscite precedenti e perché comunque la Roma, vincendo il recupero contro la Sampdoria, virerebbe, seppure in teoria, a quota 42. Il problema è che davanti le due di testa non regalano punti e per sperare di lottare fino in fondo i giallorossi devono per forza di cose ritrovare la lucidità che sembrano aver smarrito e lo smalto della prima parte del girone di andata. Su questo si dovrà lavorare a Trigoria, nella speranza che la Befana porti risultati migliori di Babbo Natale.