Il pagellone di fine anno – Roma, molto bene, ma si può fare di più

Mandiamo in archivio il 2017 con le pagelle dell’anno di calcio che sta terminando. Per la Roma un deciso salto in avanti, che però non deve far accontentare la squadra e i tifosi.

di Francesco Cavallini

Un secondo posto lottando fino alla fine con la Juventus dei sei titoli consecutivi, una rivoluzione estiva, con qualche addio eccellente e l’arrivo di facce nuove in campo e dietro le scrivanie, un girone d’andata buono, ma passibile di miglioramenti. Il 2017 si chiude per la Roma con un bilancio tutto sommato positivo e con la certezza che la squadra giallorossa è a pieno titolo una delle protagoniste della Serie A. Ma questi passi in avanti non possono bastare e devono spronare squadra e società a continuare il cammino virtuoso intrapreso.

10 – Francesco Totti

Un addio lungo un anno e contornato da qualche problemino, che però si è concluso tra le lacrime di tutti i presenti (e non solo) in un assolato pomeriggio di maggio. È terminata la carriera del miglior calciatore giallorosso di tutti i tempi, ma la Roma ha guadagnato un nuovo dirigente, che accanto a Monchi sta già ricoprendo un importante ruolo di collante tra la squadra e la società. A dimostrazione che il talento non è rimasto sul prato dell’Olimpico assieme ai 25 anni dedicati alla maglia giallorossa.

9 – Edin Dzeko

Il nove è il numero del bomber e non c’è dubbio che nel 2017, nonostante un finale di anno un po’ in ribasso per quel che riguarda le cifre, Edin Dzeko abbia decisamente fatto volare la Roma con le sue reti. Ben trentadue gol nell’anno solare, che gli sono valsi una bella rivincita contro chi non lo considerava un attaccante in grado di vincere la classifica marcatori e che gli hanno permesso di entrare nella lista dei candidati al Pallone d’Oro. Da Edin Cieco e Edin Cecchino, il passo è stato decisamente breve.

8 – Radja Nainggolan

Il vero trascinatore della Roma del 2017, quello che con i suoi strappi prepotenti, i suoi recuperi miracolosi e l’argento vivo addosso ha dato brillantezza e imprevedibilità alla squadra giallorossa. Mai come nell’anno che sta finendo il belga ha saputo interpretare alla perfezione le due fasi di gioco, risultando utilissimo quando la palla ce l’avevano gli altri e semplicemente devastante nelle proiezioni offensive. Ha avuto qualche calo, ma è fisiologico che accada quando in ogni partita tutto il sudore possibile viene lasciato dentro la maglia.

7 – Diego Perotti

L’uomo della Champions, in tutti i sensi. A maggio realizza in pieno recupero la rete che vale la qualificazione diretta ai gironi e a inizio dicembre si ripete, segnando il gol che permette alla Roma di staccare il pass per la fase a eliminazione diretta da prima della classe. Un’ottimo anno per l’argentino, nonostante qualche breve periodo in cui è sembrato un po’ involuto, che gli ha anche permesso di tornare in nazionale dopo sei lunghe stagioni senza indossare la maglia della Seleccion.

6 – Kevin Strootman

Una sufficienza che non è un sei politico, anzi. Fosse per lui, Strootman si darebbe un voto molto più basso, ma c’è da considerare che per l’olandese il 2017 è il primo vero anno intero di attività dopo la serie di infortuni che l’ha tenuto lontano dai campi per moltissimo tempo. Pochi acuti, ma sempre tanta sostanza e tanto impegno al servizio della squadra, oltre a una leadership che i continui stop non hanno minimamente intaccato. Di tempo per recuperare lo smalto dei giorni migliori ce n’è.

5 – Bruno Peres

Un anno in chiaroscuro per il brasiliano, che alla sua seconda stagione in giallorosso non ha ancora del tutto convinto, ma che è stato spesso costretto dalle contingenze del resto della truppa della fascia destra a tirare la carretta per lunghi periodi. Il fatto che sia Spalletti che Di Francesco gli abbiano concesso parecchie opportunità (seppur condizionate dalle circostanze), indica che c’è ancora fiducia nella bontà dell’investimento sul terzino. Che però deve ancora dimostrare a pieno tutto il suo valore in campo.

4 – Il cammino in Europa League

Quattro come le reti subite nell’andata dei quarti di finale contro il Lione. Una partita scellerata quella dello Stade des Lumières, con un vantaggio gettato alle ortiche e l’evitabilissimo 4-2 finale di Lacazette, poi decisivo per le sorti dell’avventura europea della Roma di Spalletti. Un vero peccato, perchè l’Europa League poteva essere alla portata dei giallorossi, che sulla carta avrebbero avuto tutte le possibilità di arrivare a Stoccolma a giocarsi la coppa, ma che si sono fermati contro un ostacolo non semplice, ma certamente abbordabile.

3 – Gli scontri diretti persi da settembre

Prima la sfortunatissima partita contro l’Inter, con tre pali da maledire, assieme alle tre reti subite, per altrettanti punti persi. La sconfitta con il Napoli brucia altrettanto, perchè la rete dei partenopei è fortunosa e non legittimata dal resto della partita, in cui la squadra di Di Francesco tiene il campo e crea parecchi grattacapi agli uomini di Sarri. L’uno a zero dello Stadium, infine, lascia l’amaro in bocca per una disattenzione difensiva costata uno stop evitabile. La differenza di punti con le altre concorrenti, in fondo, è quasi tutta in queste tre partite.

2 – Gli infortuni

Forse ci starebbe meglio un tre, come i legamenti crociati di calciatori della prima squadra che sono saltati nel 2017. In principio fu Florenzi, peraltro ad un passo dal ritorno dopo l’infortunio subito nell’ottobre 2016. Poi è toccato a Emerson Palmieri lasciare il campo in barella. E, tanto per non farsi mancare nulla, ci ha rimesso il crociato anche uno dei nuovi acquisti, Rick Karsdorp, alla prima partita in giallorosso. Per non parlare della lunga serie di piccole noie muscolari durante tutto il corso dell’anno. Che il 17 c’entri qualcosa?

1 – I derby di marzo e aprile

Nel doppio confronto di Coppa Italia arrivano una sconfitta cocente e una vittoria inutile, che condannano i tifosi della Roma a subire gli sfottò dei cugini biancocelesti. I momentanei rapporti di forza cittadini vengono poi confermati dalla batosta nel ritorno in campionato. Due mesi da incubo per quel che riguarda gli scontri con la Lazio, un tris di delusioni poi sconfessato solamente dalla vittoria di novembre. ma che ha lasciato parecchie ripercussioni sui fegati giallorossi in primavera.

0 – Luciano Spalletti

Se parlassimo dei risultati in campo nel 2017, il tecnico di Certaldo meriterebbe una sufficienza pienissima, anzi, un voto abbastanza alto. Ma se guardiamo agli ultimi sei mesi di Spalletti a Roma, tra lo strappo finale con Totti e un lungo tira e molla sulla sua permanenza, che ha destabilizzato la squadra e la tifoseria e poi prontamente sbugiardato dalla prima conferenza stampa da allenatore dell’Inter, ci sono pochi dubbi che il voto più basso dell’annata giallorossa vada al toscano.

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