Roma, dieci piccole cessioni – E alla fine non andò via (quasi) nessuno

Alla fine il famoso supermarket Roma era chiuso e il bilancio del mercato, al netto delle cessioni minori, parla di due partenze e un arrivo. Non esattamente una rivoluzione copernicana, soprattutto quando sembrava che a partire dovessero essere in dieci.

di Francesco Cavallini

Finisce il mercato e con esso il lungo stillicidio di voci, ragionamenti e polemiche. Le rose (salvo acquisti di svincolati) sono ben definite e così rimarranno fino a fine stagione. La Roma ha vissuto una sessione di gennaio particolarmente intensa, soprattutto in uscita. Anzi, da quel punto di vista è stata la protagonista assoluta della Serie A anche perchè, a leggere in giro, sembrava che la smobilitazione fosse nell’aria e che dalle parti di Trigoria sarebbero rimasti solamente gatti e giardinieri. E invece alla fine il famoso supermarket Roma era chiuso davvero e il bilancio del mercato, al netto delle cessioni minori, parla di due partenze e un arrivo. Non esattamente una rivoluzione copernicana, soprattutto quando sembrava che a partire dovessero essere in dieci.

Dzeko e Nainggolan, ancora a Roma

In primis Edin Dzeko, che invece alla fine è rimasto a Roma. Non si è trovato un accordo con il Chelsea, ma nella sua permanenza nella capitale c’è anche lo zampino della famiglia. Sua moglie Amra non ha certo nascosto il suo amore per la Città Eterna e alla fine l’impressione è che, offerta importante dei londinesi a parte, ci sarà reciproca soddisfazione nel risultato finale. Ed il Dzeko confuso delle ultime due partite dovrebbe diventare presto un ricordo. Poi c’era Nainggolan che, tra una polemica e l’altra, sembrava dovesse essere già in Cina. E poi? Luxury Tax? Decisione del calciatore o della società? Poco importa. Il Ninja è a Roma, nonostante a inizio mese sembrasse l’opzione più impossibile.

Tra clausole e mal di pancia, non è andato via nessuno

Poi c’era la brigata clausole. Strootman, Pellegrini e Manolas, impossibili da trattenere in caso dovesse arrivare un bonifico bancario a Trigoria. Alla fine non ne è arrivato neanche uno, nonostante in apparenza la Juventus fosse più che interessata a tutti e tre e che a Corso Galileo Ferraris non si facciano certo pregare a pagare le clausole, come insegna la storia recente. I tre restano potenziali bombe a orologeria per giugno, è vero, ma al momento rimangono a Roma. Come rimangono El Shaarawy (nonostante due offerte importanti negli ultimi giorni di mercato), Perotti e Alisson, tutti al centro di intrighi, possibilità (o peggio, volontà) di cessione e mal di pancia vari, almeno a stare a sentire ciò che si raccontava in giro.

Palmieri e Moreno out, Silva in

Due giocatori, alla fine, sono partiti davvero. Uno, Emerson Palmieri, dopo una lunga trattativa con il Chelsea che ha portato nelle casse giallorosse venti milioni, più la possibilità di altri nove tra vari bonus. L’altro, Hector Moreno, abbastanza a sorpresa nell’ultimo giorno di mercato. A conti fatti, due riserve. L’italo-brasiliano ha giocato tre partite in stagione tra campionato e coppe, mentre dopo sole sei presenze il messicano ha preferito andare in Spagna alla Real Sociedad per non perdere il posto nella sua nazionale in vista del mondiale. Ed è arrivato anche, per una cifra molto inferiore, anche il sostituto di Palmieri, Jonathan Silva, seppure accolto dalla piazza con un po’ di scetticismo visto l’infortunio che lo ha tenuto fermo per quasi tre mesi.

Alla fine, quindi, dei dieci piccoli e grandi oggetti del desiderio del mercato non andò via quasi nessuno. E a questo punto la smobilitazione tutto pare, fuorchè evidente. Perchè invece è passato questo messaggio durante tutto il mese? Beh, rimanendo in tema Agatha Christie, verrebbe da dire che è un po’…un giallo!

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