Dzeko non segna? Forse per la Roma è piu utile così…

Il centravanti della Roma termina la sesta partita consecutiva senza segnare. Eppure la sua partecipazione al gioco è fondamentale per la squadra di Di Francesco, che gira alla perfezione anche grazie al suo bomber…a digiuno.

di Francesco Cavallini

Un mese di digiuno. Succede anche ai migliori attaccanti, ma se a rimanere a secco per sei partite, pur disputando tutti i 540 canonici minuti, è il capocannoniere dello scorso campionato (e dell’Europa League), può venire in mente che qualcosa non vada. E invece va a finire che i primi due che non si preoccupano della situazione sono proprio i diretti interessati, il bomber in astinenza e il suo allenatore. Dzeko continua a non segnare neanche nel derby, nonostante un paio di buoni tentativi vanificati da Strakosha. Ma la Roma vola e Di Francesco non si strappa certo i capelli anche se il numero nove non timbra il cartellino da parecchio.

La Roma non è Dzeko-dipendente…

Dopo la doppietta di Stamford Bridge, l’attaccante bosniaco pare avere le polveri bagnate, ma se lo score dei giallorossi segna sei vittorie in altrettante partite, è possibile fare due ragionamenti. Di cui uno non esclude necessariamente l’altro, anzi… Il primo è che la Roma non è Dzeko-dipendente. Il che non può che essere un sollievo, dato che le sorti delle squadre vincenti non possono e non devono essere legate alla forma di un solo calciatore, indipendentemente dalla sua importanza. Anche se il bomber non segna, ci pensano i suoi compagni. E qui si inserisce la seconda ipotesi, altrettanto valida. È il modo di giocare di Dzeko che aiuta la squadra. Il suo lavoro è imprescindibile in fase difensiva, con il primo pressing che impedisce alla squadra avversaria di far ripartire alla manovra, ma soprattutto quando la palla ce l’ha la Roma e il Cigno di Sarajevo contribuisce a favorire le marcature del resto della rosa.

…e il bosniaco aiuta i compagni a segnare

La rete di Nainggolan vale come esempio a metà, perchè è vero che si tratta di una conclusione dalla distanza, ma nessuno dei difensori della Lazio esce a chiudere al belga l’angolo di tiro. Motivi? Due. L’azione è di transizione grazie a un recupero in pressing di Perotti e i centrali biancazzurri sono abbastanza preoccupati di non lasciare spazio a Dzeko. Risultato, il Ninja ha la porta spalancata e può correre sotto la Sud. Ma per la dimostrazione più lampante dell’utilità del lavoro del bosniaco, anche quando non segna, basta tornare a Fiorentina-Roma. La prima rete di Gerson è l’esempio perfetto. Il taglio di Dzeko verso il centro dell’area attira i due centrali viola, che lasciano libero il brasiliano il tempo necessario per prendere la mira e portare la Roma in vantaggio. E anche l’eurogol di El Shaarawy contro il Chelsea è gentilmente offerto dalla ditta ED9. Rudiger e David Luiz gli si francobollano, lui spizza la palla ed il Faraone fa il resto.

Dove può arrivare la Roma quando Dzeko tornerà al gol?

In ogni caso, nonostante una secca lunga un mese, Dzeko è comunque a quota 10 tra campionato e Champions League, avendo raccolto parecchio tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre. La media al momento è leggermente inferiore a quella della scorsa stagione, ma neanche di troppo. Occasioni di sbloccarsi ce ne sono state, ma spesso ci hanno pensato i portieri (o i pali, di cui il bosniaco è primatista stagionale dopo aver “vinto” la poco invidiabile classifica anche l’anno passato) a impedirgli di esultare. Poco male comunque, perchè il digiuno del bomber non ha impedito alla Roma di recuperare posizioni in classifica, superare la Lazio vincendo il derby e candidarsi con forza nella lotta Scudetto. E a questo punto, viene naturale chiedersi una cosa: e quando Dzeko ricomincerà anche a segnare, dove possono arrivare i giallorossi?

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