Largo a Edin Dzeko, il leone da trasferta

Grinta, lavoro sporco e gol importanti, soprattutto lontano dall’Olimpico. Il salto di qualità di Edin Dzeko si misura anche dalla sua incidenza nei match in trasferta.

di Francesco Cavallini

Ogni stagione, Edin Dzeko pare divertirsi a smentire tutti i luoghi comuni e le etichette che dall’esterno gli appiccicano addosso. Lo scorso anno ha risposto con 39 reti a chi non lo riteneva un bomber di razza, mentre stavolta sta dimostrando a tutti di essere un calciatore in grado di coniugare tecnica sopraffina, ma anche molta personalità. Al punto che il bosniaco è attualmente uno dei leader dello spogliatoio e trascina i compagni, in campo e fuori. E se prima sembrava esaltarsi soprattutto tra le mura amiche, quest’anno Dzeko si scopre…leone da trasferta.

Gol in trasferta, soprattuto in Champions

Dieci gol tra campionato e Champions League, la metà dei quali segnati lontano dall’Olimpico. E guardando solo all’Europa, la statistica raggiunge un picco ancora maggiore. Rete contro il Qarabag a Baku, doppietta al Chelsea in quel di Stamford Bridge. Non è quindi un caso che Di Francesco non gli voglia concedere un turno di riposo quando c’è da fare visita all’Atletico Madrid. Proprio dopo il match di andata contro i Colchoneros andò in scena uno sfogo che sembrava preludere a qualche attrito tra l’attaccante e l’allenatore. Ma da lì invece è nato un amore, che sta dando ai due (e alla Roma) ottimi risultati. Anche se Dzeko è a secco da ormai sei partite.

Dzeko, qualità e quantità

E quale occasione migliore per rimettersi in moto dal punto di vista realizzativo se non una bella trasferta di Champions? Come si dice, non c’è due senza tre e la partita contro la squadra di Simeone potrebbe offrire qualche occasione a cui sarebbe impossibile dire di no. Agli spagnoli serve solo la vittoria e dovranno per forza di cose scoprirsi. Motivo in più per schierare Dzeko, che sarà fondamentale per garantire respiro ai compagni e fare da sponda per ripartenze in grado di fare male ai Colchoneros. Lavoro sporco, ma anche capacità di tirare la stoccata vincente. Caratteristiche di chi ha fatto un salto di qualità a livello mentale, che in pochi avrebbero saputo pronosticare.

E il bosniaco si scopre trascinatore

Le reti lontano dall’Olimpico sottolineano questa ennesima metamorfosi del numero 9. Come quella contro il Milan a San Siro, una frustata di rabbia e potenza che ha fatto crollare un muro fino a quel momento insormontabile. O la stessa doppietta al Chelsea, tra grazia e opportunismo, che ha tirato fuori la sua squadra da uno svantaggio immeritato e ha fatto vivere un sogno ai duemila romanisti arrivati a Stamford Bridge. Perchè quando manca l’aria di casa, quando il rumore del tifo giallorosso è sommerso dal volume di quello altrui, questa Roma si aggrappa ancora più forte a Edin Dzeko. Che non sfugge alle sue responsabilità, anzi, si carica i compagni sulle spalle e combatte. Ruggisce. Come un leone. Che in territorio nemico deve essere concentrato il doppio. E che, così facendo, diventa doppiamente letale.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy