Per Messi e compagni, Di Francesco prepara una Roma mai vista

Il tecnico giallorosso potrebbe regalare qualche sorpresa nella formazione che affronterà il Barça al Camp Nou. La necessità di una Roma più compatta e più attenta a non concedere occasioni offre spazi a nomi che non ti aspetti…

di Redazione Il Posticipo

Vietato snaturarsi. Perchè il Barcellona è una delle squadre più forti del mondo, ma la Roma non può cambiare tutto per affrontare Messi e compagni. Eppure, almeno a giudicare dalla conferenza stampa di Di Francesco che precede i quarti di finale di Champions League, sembra quasi lecito aspettarsi una sorpresa. Il punto focale, almeno parlando di tattica e di formazione, è la domanda su Defrel ed El Shaarawy. Quando il tecnico risponde che può anche essere che non giochi nessuno dei due, si apre qualche scenario finora inimmaginabile. E se il 4-3-3 della Roma rimanesse tale ma nell’accezione più difensiva? Un 4-1-4-1, come quello che permise a Garcia di pareggiare con il Barça ormai quasi tre anni fa.

Di Francesco deve pensare a contenere l’avversario e ripartire

Possibile. Per non dire probabile, date anche le defezioni importanti, già assodate o comunque da mettere in conto, della partita. Under, la freccia in grado di dare profondità alle ripartenze, è rimasto a Roma. Nainggolan, il centrocampista capace di dare verticalità con i suoi strappi, sarà con tutta probabilità in campo, ma non al 100%. E allora, vista anche la caratura dell’avversario, forse meglio non prenderle sperando di darle. Portare in dote verso il ritorno dell’Olimpico una rete (e la partita del Siviglia dimostra che è possibile perforare il Barcellona) sarebbe oro colato. A patto, ovviamente, che non sia l’unico squillo di un monologo blaugrana. Ed è per questo che in lizza per una maglia da titolare entrano nomi finora non considerati.

Florenzi nel tridente offensivo…

Come quello di Bruno Peres, che potrebbe riprendersi il suo posto sulla fascia destra. Viste le dichiarazione di Di Francesco, una scelta possibile per la fascia destra. Il brasiliano dietro e Florenzi, che contro il Barça ha dolci ricordi (la rete da metà campo che per poco non gli vale il Puskas Award), schierato in avanti nel tridente. Che così sarebbe a trazione un po’ meno anteriore, ma certamente più coperto in fase difensiva. Una trasformazione dunque nel famoso 4-1-4-1 che ha già dato soddisfazione, seppur relativa, contro Messi e compagni. Un modo per rafforzare la fascia destra, dove di certo gli uomini di Di Francesco si ritroveranno di fronte Jordi Alba e, in caso di Barcellona più offensivo, anche un’altro brutto cliente come Dembele.

…o dentro Juan Jesus per una difesa più numerosa?

Ma c’è anche il piano B, anzi, il piano JJ. Juan Jesus, che in teoria dovrebbe accomodarsi in panchina vista la presenza di Fazio e Manolas, ma che alla fine potrebbe anche giocare. Dove? Non certo al centro della difesa, ma sul lato sinistro, soprattutto in caso di assenza di Nainggolan. A quel punto, con un Kolarov spostato più avanti e un Perotti più libero dalla necessità di rimanere sulla sinistra, la Roma può trasformare il suo 4-3-3 in un più flessibile simil 3-5-2, con a turno il serbo e (più probabilmente) Florenzi a sganciarsi. Una mossa che potrebbe servire sia ad arginare Messi, che tende ad agire di più in zona centro-destra, facendo densità nella sua zona di campo, che a creare qualche problema in più a Sergi Roberto, forse il vero unico anello debole della difesa del Barça. Gioco speculativo, certo, sulle qualità e sui difetti altrui. Ma contro gli alieni ci sta anche questo.

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