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Roma, perchè si è spenta la luce?

Il 2018 inizia per la Roma con un blackout difficile da analizzare e da spiegare, Gli errori gratuiti e la mancanza di una reazione nella sconfitta contro l'Atalanta sono un campanello di allarme importante.

Redazione Il Posticipo

Il 2018 inizia per la Roma come era finito il 2017. Anzi, anche peggio, perchè al contrario del Sassuolo, contro cui è arrivato un pareggio, l'Atalanta porta meritatamente a casa i tre punti dall'Olimpico contro una squadra giallorossa realmente irriconoscibile. E pensare che, formazione alla mano, Di Francesco schiera quasi gli stessi undici che neanche due mesi fa nello stesso stadio hanno schiantato il Chelsea e hanno conquistato il primo posto nel proprio girone di Champions. Un blackout difficile da analizzare e da spiegare, ma soprattutto su cui intervenire. E su cui a conti fatti probabilmente il caso Nainggolan influisce poco, dato che si tratta di un trend iniziato ben prima di Capodanno.

Una Roma spaventata

La Roma è spaesata, forse anche spaventata da un momento che la squadra stessa fatica a comprendere. Lo si capisce da errori semplici, su appoggi scolastici, non solo causati dal pressing indemoniato dell'Atalanta, che comunque salta al collo dei giallorossi sin dal primo minuto. La fiducia che manca nel giocare la sfera influisce sul gioco in maniera molto negativa, con poche idee e anche parecchio confuse. Centrocampo sistematicamente saltato, lanci a quaranta metri di distanza a cercare Dzeko contro i tre centrali avversari, ma anche sbagli nella misura di passaggi a breve distanza. Come se ogni pallone potesse potenzialmente portare un errore fatale.

Troppi errori gratuiti

Il che accade, ma pare più conseguenza dell'atteggiamento piuttosto che la sua causa. Un uno-due devastante, subito su due ripartenze classiche dell'Atalanta, prima con Cornelius e poi con De Roon su deviazione decisiva di Manolas. Ironia della sorte, nelle due migliori occasioni del primo tempo la Roma replica pressochè alla perfezione le due stesse azioni, mancando in entrambi i casi la rete per questioni di centimetri. Ma i giallorossi continuano nella tendenza, per nulla apprezzata da Di Francesco, a sbagliare puntualmente l'ultimo passaggio. Il banco rischia di saltare con un palo di Freuler, ma l'espulsione di De Roon a fine primo tempo sembra poter regalare alla Roma l'opportunità di tornare a galla.

Reazione a metà

E in effetti così pare, perchè a inizio ripresa la squadra si accende con un barlume di vecchia Roma, con una verticalizzazione fulminea che manda Dzeko in gol e infuoca l'Olimpico. Ci si aspetterebbe un assedio in piena regola, ma così non è, almeno non del tutto. La reazione rabbiosa dei giallorossi è a metà e si spegne con un tiro di Kolarov una manciata di minuti dopo la rete che dimezza lo svantaggio. Per il resto si susseguono idee potenzialmente pericolose, ma sempre molto estemporanee e quasi mai legate alla manovra. Dal Dzeko abbastanza isolato del primo tempo a quello con intorno quattro compagni (Perotti, Schick, El Shaarawy e Under), alla fine cambia poco, la difficoltà nel creare gioco, che fino a qualche tempo fa non c'era, con una Roma frustrata solo dalla mancata finalizzazione, non è inversamente proporzionale alle punte schierate al novantesimo.

La Roma è consapevole di aver tirato fuori dal cilindro una cattiva prestazione e nessuno a fine partita ha voglia di nasconderlo. I problemi, parola di Monchi, sono tanti, forse non solo di ordine psicologico. Quel che è certo è che il cammino portato avanti finora non è tutto da buttare e che l'impressione è che alla squadra possa bastare una scintilla per riprendere a creare calcio. Che arrivi dalla partita con l'Inter dopo la sosta o dal mercato, poco importa. Ma la luce deve necessariamente riaccendersi al più presto.

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