Robinho passa al contrattacco: “Il mio unico errore è stato non essere fedele a mia moglie…”

La sentenza della giustizia italiana, che lo ha condannato a nove anni per violenza sessuale avvenuta nel 2013, è stata il motivo principale per cui il Santos ha sospeso il contratto del verdeoro, E il caso Robinho continua a sconvolgere il Brasile, tra rivelazioni degli atti del processo e le parole dell’ex milanista. 

di Redazione Il Posticipo

La parola alla difesa. È davvero il caso di dirlo, anche se Robinho in carriera non è mai stato uno troppo attento a quello che succedeva nella retroguardia della sua squadra. Ma stavolta il problema non è di campo ed è parecchio serio. La sentenza della giustizia italiana, che lo ha condannato a nove anni per violenza sessuale avvenuta nel 2013, è stata il motivo principale per cui il Santos ha sospeso il contratto del verdeoro, che era tornato nella squadra in cui è cresciuto. Il caso Robinho continua a sconvolgere il Brasile, tra rivelazioni degli atti del processo e le parole dell’ex milanista.

CONSENSO – Che parla a UOL Esporte, circondato dai suoi avvocati, cercando di non mettersi ulteriormente nei guai. Quello che dice, però, non passa comunque inosservato.”L’errore è stato non essere fedele a mia moglie, non ho fatto altri sbagli. Non ho violentato nessuno, non ho abusato di nessuna ragazza nè sono andato a letto con qualcuna senza il suo consenso”. Robinho racconta la sua versione dei fatti. “Non ho avuto relazioni sessuali con la ragazza. Abbiamo avuto contatti tra uomo e donna, ma non si è arrivati a un vero e proprio rapporto sessuale, non c’è stata penetrazione. Ci siamo toccati per alcuni minuti, ma con il suo consenso. I miei amici mi hanno contattato il giorno dopo e mi hanno detto che hanno avuto rapporti sessuali consensuali con lei su sua richiesta e che poi sono andati in un altro locale con lei. Io mi sto difendendo, se i ragazzi hanno fatto qualcosa con lei io non posso parlare per loro, ma quello che abbiamo fatto io e lei lo abbiamo fatto con il suo consenso”.

UBRIACHEZZA – Quando gli chiedono degli atti del processo, con le frasi infelici rivolte ai suoi amici sulla ragazza, Robinho passa sulla difensiva. “Mi piacerebbe spiegarvi meglio come è andata, ma potrebbe crearmi problemi. Io credo nella giustizia italiana. Non posso rispondere con precisione, ma di certo ci sono state molte cose che sono state prese fuori dal contesto”. E sull’aver approfittato di una ragazza ubriaca è categorico. “Quando mi si è avvicinata non era ubriaca, visto che ricorda il mio nome e ricorda chi sono. Chi beve non si ricorda di niente. E il fatto che sia andata in un’altra discoteca con i ragazzi dimostra che non ha subito violenza. Chi riceve abusi non andrebbe mai da un’altra parte con le stesse persone”. Basterà a far cambiare idea ai brasiliani, scandalizzati dal caso?

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