Roberto Carlos e l’amore per il Fenomeno: “Non ci sarà mai un altro come lui, neanche Messi o Cristiano…”

Impossibile non apprezzare Ronaldo. Sì, ma quale? Nel corso degli anni, vista la carriera stratosferica di Cristiano, è stato necessario differenziare il portoghese e il brasiliano. Roberto Carlos, però, non ha dubbi. Per lui, il Fenomeno non ha paragoni.

di Redazione Il Posticipo

Impossibile non apprezzare Ronaldo. Sì, ma quale? Nel corso degli anni, vista la carriera stratosferica di Cristiano, è stato necessario differenziare il portoghese e il brasiliano. E molti chiamano l’ex interista semplicemente “Ronaldo, quello vero”. Una cosa che, come ha spiegato lo stesso verdeoro, di certo darà un po’ fastidio al cinque volte Pallone d’Oro. Ma questo importa poco a Roberto Carlos. L’ex terzino del Real Madrid e della nazionale brasiliana non ha dubbi. Come ha spiegato a Goal, il “Fenomeno” non ha paragoni.

FENOMENO – “Si capiva quanto Ronaldo fosse speciale già dagli allenamenti. Era il migliore. Non ci sarà mai un altro come Ronaldo il ‘Fenomeno’. Nè Messi, nè Cristiano, nè Neymar. Ronaldo è unico. Credo che nella nostra epoca segnare fosse più complicato. A quei tempi il gioco era più fisico e gli attaccanti erano meno protetti. Ma Ronaldo poteva fare qualsiasi cosa”. Quando il brasiliano è arrivato a Madrid, però, qualche dubbio c’era, tra gli infortuni e una forma fisica che sembrava non ottimale. Poi però Ronaldo gioca contro l’Alaves e…fa due gol. Tutti sorpresi, tranne Roberto Carlos. “Io sapevo già quanto fosse incredibile quando è arrivato, ma molta gente a Madrid non ne aveva idea. Ha sorpreso molta gente. Mi ricordo 80mila persone molto felici e piacevolmente sorprese…”.

GALACTICOS – Il Real è quello dei Galacticos. Una squadra di fenomeni ma in cui, sorprendentemente, non c’erano gelosie. “Al Real c’era un’atmosfera splendida. C’erano grandi campioni, ma alla fine eravamo solo un gruppo di grandissimi ragazzi che lavoravano bene nello stesso ambiente. Eravamo grandi amici e lo siamo anche ora. Era spettacolare, il Real Madrid è più grande dell’ego di un singolo. La filosofia del club è che quando arriva un grande giocatore sta a lui adattarsi al Real e non viceversa. Tutti dovevamo parlare in spagnolo nello spogliatoio. L’unico che parlava più portoghese era Beckham, perchè stava sempre a casa mia! Era molto amico mio e di Ronaldo, quindi parlava meglio il portoghese che lo spagnolo”.

ZIZOU – Una squadra che comprende anche Zidane. La ciliegina sulla torta. “Zizou è arrivato che era il miglior calciatore al mondo. Non è uno che parla tanto, quindi ha lasciato che a parlare per lui fosse il campo. Era come un artista, o un ballerino. È sicuramente uno dei migliori di tutti i tempi. E anche uno dei migliori allenatori al mondo in questo momento. È bravissimo, soprattutto dal punto di vista umano. Ha creato un ottimo rapporto con i suoi giocatori e conosce la mentalità del Real. Ha reso più semplice il lavoro dei calciatori e sa come la pensano. E li ha resi così felici che hanno vinto tre Champions League di fila!”. Chissà se avesse avuto Ronaldo…

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