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20 maggio 1998, i ricordi Roberto Carlos: “Alle 4 del mattino, pensando alla finale con la Juventus”

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Il terzino brasiliano ripercorre le emozioni della sua carriera con la Real Madrid e ha pochi dubbi. Il momento più bello è stato quando i Blancos hanno vinto la settima in finale, da sfavoriti, contro la Juventus.

Redazione Il Posticipo

20 maggio 1998, data ben impressa nella storia del Real Madrid che torna a vincere in Europa. La settima Coppa dei Campioni, la più sofferta della storia. Un digiuno durato troppo a lungo,  31 anni, mai successo nella storia della Casa Blanca. Roberto Carlos ha scritto pagine ha raccolto qualche tempo fa i suoi ricordi per  il The Players Tribune.

SETTIMA - L'esterno sinistro brasiliano, forse il migliore di sempre nel ruolo a vestire la maglia del Real, ha riavvolto il nastro del tempo senza dimenticare Sanz, il presidentissimo di quel Real. "È stato fantastico. Sanz era come un padre per noi. Ricordo la prima volta che ho giocato al Bernabeu di fronte a 80.000 persone". Con Sanz è arrivata la settima. Figlia di una notte in bianco, prima di affrontare la Juventus. "La Juve era in finale per il terzo anno consecutivo mentre noi siamo arrivati ​​alla partita sfavoriti. E la notte prima della finale, nessuno di noi riusciva a prendere sonno. Siamo andati a letto alle dieci, ma nessuno riusciva o voleva dormire. Fatto sta che alle quattro del mattino eravamo tutti nella hall, raccontandoci storie. Non avevamo paura, ma c'era tantissimo rispetto per quella Juventus".

FINALE - Quella finale, vinta dal Real dopo anni di delusioni, non è una partita che si dimentica  facilmente. "Non abbiamo vinto quella partita con la nostra qualità, ma l'abbiamo fatta nostra con la motivazione. Non dimenticherò mai quella notte. Siamo andati diretti a Plaza de Cibeles. Le strade erano inondate da centinaia di migliaia di persone. Se dovessi scegliere il mio momento preferito dei miei anni al Real Madrid, sceglierei senza dubbio quella notte". Che sarà poi l'alba di una nuova era. Quella "galattica" che riporterà all'età dell'oro. "Che squadra fantastica. Quando andavi nello spogliatoio, bastava guardarsi intorno. E accanto c'era un Pallone d'Oro, il giocatore dell'anno in Spagna, il Pichichi, il miglior portiere del mondo, i Campioni del Mondo". L'ultima partita, il 17 giugno 2007. "Giocavamo con il Maiorca al Bernabéu. Perdevamo 0-1 ma nel secondo tempo ne abbiamo fatti tre. Abbiamo vinto 3-1 e siamo stati Campioni. Tutti sapevano che era la mia partita d'addio. Anche David Beckham se ne andava. Fu allora che mi resi conto di quanto fossi amato".