Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Robert Moreno, tanti impieghi diversi prima della panchina: “Ho fatto la guardia di sicurezza, il commesso, lavoravo in banca. Ma poi Luis Enrique…”

Il tecnico del Monaco racconta di come, da giovane appassionato di calcio e di tecnologia, si è ritrovato a guidare la Spagna e ora sulla panchina del club del Principato. Impossibile dire che lo spagnolo....non abbia fatto la gavetta, anche se...

Redazione Il Posticipo

Strana la carriera di Robert Moreno. Prima collaboratore di Luis Enrique, poi suo secondo nelle avventure con Roma, Celta, Barcellona e Spagna. Quando il tecnico asturiano ha dovuto lasciare le Furie Rosse per occuparsi di sua figlia malata, Moreno ha portato la nazionale iberica a Euro 2020. Poi però, Luis è tornato e la separazione tra i due non è stata decisamente tranquilla. Ora il classe 1977 ha trovato un'altra panchina, quella del Monaco. E non deve di certo più preoccuparsi del suo futuro, come invece faceva tanti anni fa. Quando, come racconta a L'Equipe,  si divideva tra una carriera innovativa, ma poco considerata, e...un lavoro "vero".

MATCH ANALYST - "Sognavo di fare l'allenatore da quando avevo 14 anni. Quando allenavo i ragazzini, ho comprato una telecamera e mi sono reso conto di quanto i video aiutassero i giocatori ad assimilare i concetti molto più rapidamente. E siccome sono sempre stato un appassionato di tecnologica, ho unito le mie due passioni". Dunque, l'analisi delle partite attraverso le immagini. Un qualcosa che ora è prassi comune, ma che quando Moreno ha iniziato sembrava solo una follia. “Erano mio padre o mia moglie che filmavano le partite. Dicevo a me stesso che era molto difficile diventare un allenatore professionista, la mia unica possibilità di trovare spazio era specializzandomi. E il lavoro con i video era destinato ad avere un futuro. Ma quando ho offerto i miei servizi a molti allenatori, mi hanno detto che era inutile. E parliamo di vent'anni fa".

LAVORI - Poi un giorno arriva una chiamata: "Abbiamo bisogno di un match analyst, Luis Enrique vuole parlare con te. Devi smettere di lavorare in banca". Già, perchè chi non è professionista, dovrà anche portare qualche soldo in casa... “Eh sì, lavoravo in banca. Il mio primo lavoro è stato come guardia di sicurezza in una stazione di servizio. Poi ho lavorato in diversi negozi di abbigliamento, dopo ancora in due imprese di informatica nei reparti commerciali e di logistica. Ho studiato legge tre anni, ma non mi piaceva, quindi ho cambiato e mi sono laureato in commerci internazionali. E poi alla fine sono finito alla Caixa, la cassa di risparmio di Barcellona. In quel momento mi sembrava impossibile diventare un allenatore professionista". Anche se poi il destino gli ha fatto cambiare idea...