Robben innamorato di Guardiola: “È il migliore, avevo ventinove anni e lui…”

Robben innamorato di Guardiola: “È il migliore, avevo ventinove anni e lui…”

Tra un ricordo e una punzecchiata (“mi piace Mourinho, ma Guardiola è meglio”), Robben parla del suo rapporto con il tecnico catalano. Che a quasi trent’anni gli ha fatto scoprire un nuovo modo di intendere il calcio. E lo ha stregato.

di Redazione Il Posticipo

Arjen Robben potrebbe finalmente rientrare. L’olandese è stato costretto a un lungo stop, con tanto di fastidiose ricadute, ma c’è la possibilità di vederlo in campo, anche se non dal primo minuto, contro il Liverpool. Anfield non è uno stadio che gli piace, ma per tornare a respirare l’aria della Champions, questo e altro. E visto che si trova in Inghilterra, il tulipano del Bayern Monaco si è concesso ai microfoni del Daily Mail. Tra un ricordo e una punzecchiata (“mi piace Mourinho, ma Guardiola è meglio”), Robben si concentra proprio sul suo rapporto con il tecnico catalano. Che a quasi trent’anni gli ha fatto scoprire un nuovo modo di intendere il calcio. E lo ha stregato.

STAGIONE PIÙ BELLA – Al punto da definire i suoi anni con Pep i migliori di una carriera comunque splendida. “Se mi guardo indietro e mi chiedono ‘È stato il tuo miglior periodo?’, rispondo che credo di sì. È sempre difficile scegliere il momento migliore della propria carriera, perchè di solito va di pari passo con i titoli che vinci. Se alzi un trofeo, vinci la Champions League, arrivi alla finale di Coppa del Mondo è normale che anche gli altri ti notino di più. Ma a volte non è così. Per esempio credo che l’anno dopo il mondiale, con Pep, sia stata la mia stagione migliore. Ma non abbiamo vinto la Champions e non c’è stato un torneo internazionale”.

MIGLIORARE – Ma cos’ha di speciale Guardiola? Secondo Robben, la capacità di migliorare chiunque, anche quando non si pensa sia possibile “Quando ho cominciato con Pep Guardiola, che secondo me è il miglior allenatore di questo momento, avevo 29 anni, un’età in cui normalmente non pensi di poter migliorare. Ma credo che lui mi abbia migliorato come calciatore, mi ha fatto fare piccoli passi avanti e sistemato tante piccole cose. Il che è interessante. È un allenatore molto speciale per quel che riguarda la tattica e il modo in cui migliora la tua metodologia di gioco. Ama il calcio. Ma gli piace tenere il pallone, non inseguirlo per il campo. Ed è assolutamente affascinante come viva il calcio 24 ore su 24. Ripeto, è sempre complicato stabilire quale sia la propria stagione migliore, ma Guardiola mi ha davvero incantato”.

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