Rizzoli: “Auspico uno step culturale. Un’ammonizione non è una situazione da protocollo, quindi non è registrata”

Il responsabile degli arbitri della serie A approfondisce alcuni aspetti, specialmente a quelli relativi alla distanze da tenere in campo sostituzioni, var e falli di mano. E si parla anche del “caso Orsato”

di Redazione Il Posticipo

Il responsabile degli arbitri della serie A Nicola Rizzoli è intervenuto a Sky Sport approfondendo alcuni aspetti, specialmente a quelli relativi alla distanze da tenere in campo e le sostituzioni. Non solo fra i calciatori ma anche con gli arbitri.

RIPARTENZA – I giocatori devono restare a distanza di sicurezza, oltre che di rispetto, dall’arbitro. Con l’agonismo è difficile restare a un metro di distanza. Potrebbero fioccare cartellini.  “L’auspicio è ricominciare con regole diverse. Fisicamente ci dovrà essere distanza non solo nella vita quotidiana ma anche nell’approccio alle cose. Occorreranno comportamenti diversi. Si può comunicare senza rischi, ma può essere anche uno step culturale positivo. L’atteggiamento dei calciatori è un punto molto discusso. Non so se sia possibile effettuare cinque sostituzioni. Chiaro che in una fase di campionato in cui si giocherà tanto e in poco tempo e con alte temperature. La proposta va presa in considerazione. Sarà comunque fondamentale che in campo non vi sia alcun positivo”.

REGOLAMENTO – Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore dall’anno prossimo. Il campionato finirà con quello… precedente anche se si dovesse giocare a giugno: “Le modifiche sono definite chiarimenti sul fallo di mano. Non si parla di dinamica. La regola prevede che la rete non possa essere segnata con un braccio anche nel modo più involontario possibile. Subentra il concetto di tempistica e “immediatezza” nella dinamica dell’azione. Se il tocco è antecedente a uno, due dribbling o allo scarto del portiere ed avviene a distanza dalla porta, non è preso in considerazione. Chiaramente se il fallo di mano è volontario il concetto è superato dal regolamento stesso che implica la punibilità.

VAR – Le nuove norme impongono anche una revisione della sala VAR.  “Ci sono stati errori perché abbiamo dovuto metabolizzare diverse novità come i silent check. Siamo intervenuti una volta e mezza ogni due partite, quindi abbiamo corretto abbastanza”. Anche il Covid-19 impone le distanze. “Abbiamo chiesto e stiamo lavorando per ridurre  rischi al minimo. Attualmente è prevista una riduzione sino a tre persone con una struttura divisoria in plexiglass, guanti e mascherina. Gli arbitri hanno ripreso in maniera individuale anche gli allenamenti. Al momento non è prevista una norma che permetta qualcosa di diverso”.

ORSATO – Inevitabile parlare anche del “caso” Orsato. “Le situazioni da protocollo sono registrate non dagli arbitri, ma il provider della Lega che mette le clip a disposizione dell’AIA per fare didattica. Pecoraro ha richiesto l’intera audio registrazione. Non esiste, non viene fatta. Un’ammonizione non è una situazione da protocollo non è registrata. Abbiamo comunque richiesto se ci fosse stata una registrazione ma non c’è. Non ci sono segreti. Non è stata presa una decisione corretta, ma questa è una situazione che riguarda la gestione del direttore di gara”.

 

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