River Plate, in campo virtualmente fra enigmistica e un originalissimo “state a casa”

River Plate, in campo virtualmente fra enigmistica e un originalissimo “state a casa”

Il River Plate  è originalissimo. Aiuta i suoi tifosi nel gestire nel modo migliore possibile la quarantena.

di Redazione Il Posticipo

Il River Plate  è originalissimo per permettere ai suoi tifosi di gestire nel modo migliore possibile la quarantena. In Argentina la “clausura” preventiva è iniziata da qualche giorno, eppure, come i primi periodi in Italia, qualcuno non è riuscito a rispettare le regole. E dunque Los Millonarios sono scesi, seppur virtualmente, nuovamente in campo. Ancora in prima linea nella lotta alla prevenzione.

A CASA – L’ordine è sempre quello: “restare a casa” Come riportato da Olè il River è stato il primo club ad adottare misure preventive per il coronavirus , anche a rischio di essere sanzionato per non essersi presentato nella sfida conto l’Atlético Tucumán per il debutto in Supercoppa. E dunque, per ribadire il concetto, il club argentino ha utilizzato un metodo piuttosto originale. Utilizzando magliette risalenti a diversi periodi del club, ha unito le lettere dei nomi dei giocatori, del club, degli sponsor e ha formato la frase  “restate a casa”.  A “contribuire” alla causa, le maglie, più o meno recenti, di calciatori titolari e riserve sia della rosa attuale che di diversi anni fa.

“Da casa, ma sempre con i nostri colori”, accompagna la foto, unita all’hashtag del River Plate: #EnCasaSomosMasGrandes. In casa siamo più forti.

ENIGMISTICA – Il River poi si è dato anche all’… enigmistica. Il profilo twitter del club ha proposto una nuova iniziativa: trovare il nome dei calciatori che hanno vestito le maglie dei Millonarios e del Talleres considerando che la sfida sarebbe stata in programma proprio in queste ore.

In questo momento dovremmo giocare contro il Talleres. Non potendo essere in campo, ecco una sfida virtuale: la zuppa di alfabeto con i giocatori che hanno difeso le due magliette. Giochiamo tutti da casa!”. Un modo per rendere la quarantena più sopportabile.

 

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