Ritorno negli stadi, Tebas è ottimista: “Se aumentano le vaccinazioni e diminuiscono i contagi, ad aprile o maggio si potrebbe fare…”

Da ormai quasi un anno, gli stadi pieni sono un lontano ricordo. Ma quando si potrà tornare a una parvenza di normalità? Se lo chiedono in molti, comprese le alte sfere del calcio italiano, europeo e mondiale. A questa domanda complicata ha provato a rispondere Javier Tebas, numero uno della Liga.

di Redazione Il Posticipo
tebas

Da ormai quasi un anno, gli stadi pieni sono un lontano ricordo. La pandemia di Covid-19 ha costretto chi ama il calcio (ma anche gli altri sport) ad assistere da lontano alle imprese dei propri campioni. E anche quando il pubblico può tornare sugli spalti, si parla sempre di numeri ridotti per evitare che una partita possa diventare causa di un alto numero di contagi. Ma quando si potrà tornare a una parvenza di normalità? Se lo chiedono in molti, comprese le alte sfere del calcio italiano, europeo e mondiale. A questa domanda complicata ha provato a rispondere Javier Tebas, numero uno della Liga, durante la conferenza telematica Soccerex.

FINE DEL TUNNEL – Tebas ha parlato dell’esempio spagnolo e si è detto abbastanza fiducioso. Abbassare la curva dei contagi e aumentare il numero di immunizzazione da vaccini potrebbe portare alla decisione di riaprire gli impianti, magari già in tarda primavera. Lo scorso anno, del resto, il periodo estivo ha portato un abbassamento della diffusione del virus, sia grazie ai lunghi lockdown imposti un po’ ovunque che al tipo di vita diversa rispetto a quella invernale. “Molto dipenderà dalle prossime due o tre settimane. Se a febbraio cresce il numero dei vaccinati e diminuisce quello dei contagiati, è possibile che ad aprile o a maggio si possa tornare allo stadio. La fine del tunnel arriverà con i vaccini e dipenderà dalla velocità di somministrazione. Speriamo che sia rapida il più possibile”,

PROTOCOLLI – Ma nel frattempo, bisogna stare molto attenti per evitare focolai nelle squadre. E su questo Tebas è stato categorico. In Spagna hanno modificato i protocolli in maniera più stringente. E se questo porta a rinviare alcune partite, soprattutto nelle serie minori, almeno non ci sono stati casi in cui è stato necessario interrompere match in corso per la scoperta di qualche positività. “Siamo stati obbligati a modificare il protocollo e ad aumentare i controlli. Il nostro protocollo è più complicato per evitare che si sospendano le partite, una cosa che fino ad oggi non è mai accaduta. E questo richiede più lavoro e più comunicazione, il che è un’impresa complicata”. La speranza di Tebas, in fondo, è quella di chiunque ami il calcio. A partire dai tifosi, per finire alle società, che degli ingressi allo stadio hanno bisogno come il pane…

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