Rijkaard, addio calcio: “Non mi mancano i riflettori. Seguirò solo la fondazione Cruijff”

Rijkaard, addio calcio: “Non mi mancano i riflettori. Seguirò solo la fondazione Cruijff”

Rijkaard lascia definitivamente il calcio. E senza rimpianti o ripensamenti. L’unico legame che mantiene con il mondo del pallone, è da trovare nello spirito più nobile di questo sport.

di Redazione Il Posticipo

Rijkaard lascia definitivamente il calcio. L’ex allenatore del Barcellona e colonna portante del Milan capace di dominare in Europa e nel mondo, non rimpiange la sua scelta. In una lunga intervista rilasciata al sito ad.nl, uno dei pochi calciatori capaci di vincere la Champions sia da giocatore che da allenatore, conferma la scelta.

NOSTALGIA –  Le rare volte in cui l’ex calciatore si presenta in pubblico è principalmente durante riunioni o presentazioni di libri, in compagnia di vecchi conoscenti. Rijkaard ha subito capito come affrontare la vita dopo il calcio, ed ha investito nel settore immobiliare, oltre che aprire un ristorante a Utrecht. “Ricordo il periodo vissuto nel calcio con grande piacere, mi ha dato molto. Ho mantenuto diverse amicizie, ma quel mondo non mi manca. Seguo il calcio come un appassionato medio. Da lontano”.

JOHANN – L’unica attività legata al mondo del calcio che continua, è quella con la Fondazione Johan Cruijff. L’attaccante olandese è un fiero ambasciatore della fondazione, ed il motivo, è sempre da trovare nello spirito più nobile di questo sport: “Ho sempre avuto un legame speciale con Johan, come tanti calciatori. Ecco perché sono così ansioso di sostenere la sua fondazione. Johan pensava che fosse molto importante che tutti i giovani potessero praticare sport e giocare a calcio. Bambini di ogni background. Sono felice di aiutare a far proseguire questa idea”.

SERENO – Non è assolutamente un problema per l’olandese abbandonare il mondo del calcio. Sapeva che sarebbe successo. “Quando ho iniziato, lo sapevo già: non lo farò per molti anni. È stato affascinante, sono molto felice di averlo vissuto, ma sento di non avere altro da aggiungere alla professione”. Neanche come commentatore. “Mi piace molto seguire Marco e Ruud in quello che fanno, ma non mi piace lavorare in TV. Non mi mancano i riflettori. Mi piace stare in mezzo alla gente, guardare indietro con una sensazione molto positiva su tutto ciò che ho vissuto. Se potessi restituire qualcosa alla famiglia di Johan e al mio vecchio quartiere, lo farei volentieri”.

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