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Ricominciare: si, no, forse. La serie A è comunque divisa

Il rush finale di Campionato e coppe al posto dell'Europeo è una ipotesi stuzzicante, dal punto di vista sportivo, ma resta da capire quanto sia praticabile. La serie A fra silenzi e dichiarazioni ufficiali, appare divisa in tre tronconi. il...

Redazione Il Posticipo

Ricominciare: sì, no, o forse. Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri vieta gli allenamenti sino al prossimo 13 aprile. Quanto basta per rendere complicato mantenersi in forma. La soluzione, però, ci sarebbe: giocare d'estate. Il rush finale di Campionato e coppe al posto dell'Europeo è una ipotesi stuzzicante, dal punto di vista sportivo, ma resta da capire quanto sia praticabile. La serie A fra silenzi e dichiarazioni ufficiali, appare divisa in tre tronconi. il "si", il "no" e il "non so".

SI - Il partito del "si" a patto che sia cessata l'emergenza vede in prima linea la Lazio. Tare ha posto l'accento sulla necessità di dover tutelare i lavoratori e non solo i calciatori. Anche il Lecce è disposto a riprendere a emergenza finita. Il club salentino ha una salvezza da giocarsi, e lo stesso presidente vuole tornare in campo. Idem il Verona, che vuole però tenersi lontano da scenari politici. Il Bologna ritiene che giocare, una volta cessata l'emergenza, sarebbe la migliore "medicina" per ripartire. Allineato, in questo senso, anche il Cagliari, Zenga è stato chiaro. Infine il Sassuolo: Carnevali ritiene che sia corretto da un punto di vista sportivo chiudere il campionato.

NON SO - C'è poi la categoria del "non so" inteso come dubbio o anche come assenza di dichiarazioni ufficiali, come nel caso di Roma e Napoli. Non si è esposta neanche la Spal così come l'Udinese. La Fiorentina si adegua alle disposizioni del Governo ma senza prendere posizione sul proseguo o meno del campionato. Ragionamento simile per Inter, Milan e Juventus alle prese con problematiche differenti legate anche alla emergenza sanitaria locale. In questo senso anche Parma e soprattutto Atalanta sono più impegnate nell'attesa e nella lotta. Anche se gli ultras nerazzurri hanno preso chiaramente posizione. In questo caso il no è più forte del sì.

NO - La presa di posizione più netta è arrivata, al netto della rivalità con il tifo bergamasco,dal Brescia. Anche in quella zona si vivono ore drammatiche e l'idea di Cellino è di chiuderla qui. Idea condivisa anche dalle due genovesi che hanno espresso più volte e chiaramente il loro no al ritorno in campo. La Sampdoria è stata colpita con diversi contagiati. Nel caso del Genoa, il "no" è dettato più dalla presa di coscienza della difficoltà dell'ipotesi che la soluzione possa risolversi entro l'estate. Il Torino è stato il più chiaro di tutti. La stagione va chiusa. Nel senso che deve finire subito.