Altro che Ricciardo! – I 5 piloti sfasciacarrozze della Formula 1

Ricciardo, esordio e subito crash con la nuova Red Bull. Succede anche ai migliori. Di peggiori, del resto, ce ne sono stati tanti. Ecco gli…sfasciacarrrozze della f1.

di Redazione Il Posticipo

Ricciardo, iniziamo…bene. Primi giri e subito crash con la nuova Red Bull. Succede anche ai migliori. Di colleghi peggiori, del resto, nella storia della Formula 1 ce ne sono stati davvero tanti. Ecco a voi i cinque…sfasciacarrozze del Circus.

5. Yiji Ide, semplicemente incapace

Ultimo, ma solo perché non gli è stato (fortunatamente) concesso tropo tempo, Yuji Ide. Un pilota a bordo di una monoposto, la Super Aguri, che non ha lasciato un grande segno nella storia della F1. Ide, se i GP si fossero corsi sull’erba anziché sull’asfalto, sarebbe stato campione del mondo. Semplicemente, non riusciva a tenere la macchina in pista. Nei primi tre gran premi si diverte a pascolare, finendo sotto l’occhio della FIA. Al quarto, a San Marino, attenta all’incolumità di Albers, che a seguito del contatto si ribalta più volte. Incidente spettacolare e senza conseguenze fisiche. Quanto basta però per fare a brandelli la patente del giapponese che, in quanto tale, non si è arreso e ha continuato a correre nei campionati minori.

4. Esteban Tuero, il confusionario

Esteban Tuero
Attenzione anche a Esteban Tuero, protagonista di un unico campionato mondiale di Formula 1 (in cui non finisce praticamente MAI i GP). Il pilota argentino della Minardi è stato capace di confondere freno e acceleratore. La scena tragicomica si consuma in Giappone nel 1998, quando il sudamericano centra in pieno la Tyrrel del padrone di casa Takagi e si giustifica con la classica scusa di un neo patentato. L’incidente gli causa dei sospetti danni ad alcune vertebre cervicali, che pare siano stati la causa del suo ritiro dalla massima competizione motoristica.

3. Juan Pablo Montoya, l’incompreso

Sul podio, Juan Pablo Montoya, anche lui sudamericano piuttosto caliente. A differenza degli altri, era anche abbastanza veloce nelle giornate di grazia. Piuttosto spregiudicato, a volte spericolato, ha avuto fra le mani fior di monoposto. Prima la Wiilliams e poi la McLaren, dove ha un rapporto piuttosto burrascoso con Ron Dennis. In generale, il colombiano è temutissimo dagli altri piloti non solo per la sua guida aggressiva, ma anche per i numerosi e improvvisi errori. Capace di piazzare un giro veloce come di girarsi nel bel mezzo di un rettilineo, Montoya è considerato un pericolo pubblico. La sua avventura in F1 dura un quinquennio in cui piazza anche diverse imprese. Due vittorie a Monza, poi il licenziamento dalla McLaren. Se ne va sbattendo la porta e definendo “noiosa” la F1. Continua a far danni altrove. Memorabile, in Nascar, un tamponamento alla safety car con annesso incendio della vettura di sicurezza…

2. Max Verstappen l’impulsivo

Max Verstappen, talento pari all’indisciplina
Un altro tipino poco tranquillo, che ancora bazzica (e la sensazione è che lo farà ancora per molto tempo) i circuiti di Formula 1 è Max Verstappen. La sua collezione di incidenti, fra collisioni e manovre spericolate che ne hanno causati altri, è pari al’immenso talento di un ragazzo che, se impara a tenere il piede anche sul freno, potrà togliersi diverse soddisfazioni. Nell’ultimo campionato è riuscito nell’impresa di percorrere cinquecento metri in due gare, il gran premio di Monaco e quello di Silverstone, oltre a collezionare sette ritiri. Ma l’impressione è che sia più facile che diventi campione del mondo che salga sul gradino più alto del podio degli sfasciacarrozze della Formula 1…

1. Ukyo Katayama, il kamikaze

Katayama, 5 punti in 6 anni
Il primo posto sul podio, spetta infatti a un altro giapponese. Katayama. Pilota con valigia, spinto dalla Japan Tabacco, che riesce a trovargli di continuo un sedile a dispetto dei danni che il nipponico colleziona. Esordisce al volante della Larrousse, con cui centra la non facile impresa di avere due incidenti consecutivi con il compagno di squadra Gachot. Che sospettava, a un certo punto, di essere odiato fisicamente dal giapponese. Passa alla Tyrrel dove colleziona sei ritiri consecutivi al primo anno. Umiliato regolarmente da Mika Salo, inizia a inanellare una serie memorabile di incidenti, tra cui un leggendario giro in aria a 360° durante una partenza. Chiude nel 1997, a bordo della Minardi una carriera memorabile, in cui colleziona più stagioni che punti: 5 in 6 Mondiali. Idolo.

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