Reus, tra la ripartenza e una frecciata a Diego Costa: “Non chiamateci esperimento, non siamo cavie da laboratorio. Spero di non vedere più certi comportamenti…”

Il mondo del calcio, e non solo, guarda alla Germania. La Bundesliga potrà far capire se sarà possibile terminare i campionati con il coronavirus non ancora debellato. Una situazione che ha portato alla definizione della situazione in Germania come un “esperimento”. Un concetto che a Marco Reus non piace molto…

di Redazione Il Posticipo

Il mondo del calcio, e non solo, guarda alla Germania. I campionati tedeschi ripartono, non senza una grandissima dote di attenzione mediatica. Del resto, la Bundesliga potrà far capire se sarà possibile terminare i campionati con il coronavirus non ancora debellato. Una situazione che ha portato alla definizione della situazione in Germania come un “esperimento”. Un concetto che a Marco Reus, capitano del Borussia Dortmund, non piace molto. A poche ore dalla ripartenza, il tedesco parla con El Pais e spiega come stanno vivendo i calciatori questa situazione.

ESPERIMENTO . “Non mi piace la parola ‘esperimento’. Noi calciatori non siamo cavie da laboratorio su cui fare prove. Però so quello che si intende dicendo questo. Siamo i primi a ripartire con il calcio professionistico in Europa, il mondo intero starà a guardare come andranno le cose. E questo dimostra la grande responsabilità che abbiamo. Ogni calciatore deve essere un esempio e la pressione è enorme. La ripartenza della Bundesliga avrà la stessa attenzione di una finale importantissima”. La ripartenza potrebbe dare un segnale di normalità. Ma anche su questo, Reus è scettico. “Non credo che si possa parlare di normalità, nè che dovremmo farlo. Quando vai a fare spesa, la gente ha la mascherina. La Bundesliga sarà senza pubblico. Speriamo di salvare un’industria che dà lavoro a più di 55mila persone. Ma gli spettatori a casa sapranno ogni secondo che il coronavirus non è stato ancora sconfitto e che quindi siamo lontani dalla normalità. Non dobbiamo abbassare la guardia. Ma se con il calcio possiamo portare un po’ di distrazione e felicità alle persone, sono contento”.

FRECCIATA – Si ricomincia, ma con un calcio diverso da quello che si conosceva. Non la migliore delle soluzioni, ma di certo l’unica possibile. “È tutta una questione di testa. Quando capisci che è importante accettare nuove regole, non è complicato. Anche perchè, quale sarebbe l’alternativa? Se non capiamo che in questo momento il calcio deve essere diverso, non ci sarà il calcio. Per esempio ci hanno consigliato di premere il bottone dell’ascensore con il gomito. Non è difficile, è solo strano. Ma se rende il contagio meno probabile, ovviamente è un consiglio che va seguito”. Il tedesco poi lancia una frecciata a Diego Costa, che all’inizio della pandemia si era presentato tra i giornalisti fingendo di tossire. “Credo che tutti abbiamo sottovalutato il virus, ora sappiamo che dobbiamo prenderlo sul serio. E spero che non si ripetano più certe scene, come giocatori che arrivano in zona mista tossendo apposta e sorridendo”. Solo così si potrà tornare, pian piano, alla normalità.

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