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Renato Sanches e i problemi psicologici al Bayern: “Ero solo e giovane, ci sono arrivato troppo presto…”

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Una volta lasciata Monaco di Baviera, il centrocampista è tornato ai suoi livelli, quelli visti nel trionfale Euro 2016, per poi approdare al PSG. Dunque, perchè al Bayern le cose sono andate male? Ha cercato di spiegarlo lui stess

Redazione Il Posticipo

"Grazie a Dio, altri 45 minuti e poi me ne vado per sempre". Non proprio la frase che ci si aspetta di sentir dire da un calciatore di appena 21 anni, che da tre stagioni è sotto contratto con il Bayern Monaco. Eppure, secondo quello che ha riportato all'epoca la Bild, sarebbero state proprio queste le parole pronunciate dal portoghese Renato Sanches all'intervallo dell'ultima partita della sua carriera con la maglia del club bavarese. Era il 2019 e il centrocampista aveva un accordo con il club con scadenza 2021. Ma in effetti in quell'estate Sanches se ne va, volando al Lilla, dove è tornato ai suoi livelli, quelli visti nel trionfale Europeo 2016, per poi approdare al Paris Saint-Germain. Dunque, perchè al Bayern le cose sono andate male? Ha cercato di spiegarlo lui stesso in un'intervista alla rivista Views.

Troppo preso

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"Ho scelto il Bayern perchè il club ha dimostrato di volermi sul serio. E quando un club come il Bayern ti vuole, è impossibile dire di no". I problemi però sono cominciati subito. Perchè sarà anche stato il Golden Boy, ma Renato Sanches era pur sempre ancora giovanissimo quando è arrivato a Säbener Straße. "Gli inizi sono stati complicati. Ero andato lì da solo, avevo 18 anni, pensavo che fossi pronto a mettermi alla prova e a essere solo. Ma adesso mi rendo conto che non lo ero. E questo mi ha fatto crescere". E nonostante un finale che definire amaro è poco, il portoghese è ancora convinto di aver fatto bene a volare in Baviera. "So di aver fatto la scelta giusta andando al Bayern, era solo troppo presto".

La situazione mentale

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Ora come ora, facile dirlo. Ma Sanches ha spiegato di non essere per nulla stato preparato a quello che lo attendeva al Bayern. E che la sua giovane età non lo ha aiutato per nulla, facendolo finire in un tunnel psicologicamente complicato da affrontare. "Non mi aspettavo che mi sarebbe accaduto quello che poi mi è successo, per esempio di infortunarmi già al primo allenamento. Ero solo, mi ero fatto male e non è una buona situazione dal punto di vista mentale, soprattutto quando sei giovane. Magari pensi di non soffrire troppo la pressione, ma non è così. E se la pressione è troppa, non riesci a dare il meglio di te. In quel momento, mi sono reso conto di quanto la mia felicità abbia un effetto sul livello a cui gioco". E l'importante è che lo sappiano anche al PSG...