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Redondo e il “taconazo” all’Old Trafford: “Il mio legame con il Real è per sempre”

Redondo, momenti di gloria. Venti anni fa, il  "Taconazo de Redondo" all'Old Trafford. Un gesto entrato nella storia della Champions.

Redazione Il Posticipo

Redondo, momenti di gloria. Venti anni fa, il  'Taconazo de Redondo' all'Old Trafford. Un gesto entrato nella storia della Champions. Il calciatore del Real, oggi 50enne, si racconta fra presente e passato. Le sue parole sono riportate da AS.

ISOLAMENTO - Il colpo di tacco ha lasciato senza parole l'Old Trafford, ma oggi è solo un ricordo in un presente quanto mai drammatico. "Viviamo nell'incertezza, ma dobbiamo avere responsabilità e speranza che restando uniti possiamo superare questo momento". Il virus si è portato via anche il suo presidente, Sanz. "Mi è dispiaciuto. Ho grandi ricordi, specialmente dal punto di vista umano. Ricordo in particolare la settima Champions, così speciale per noi, dopo 32 anni senza vincerla"

MADRID - Una carriera legata al Real. E grandi soddisfazioni in Europa."Vincere è nel DNA. Fa parte di quelle caratteristiche che differenziano questa squadra dalle altre. Mi sembra incredibile che siano passati 20 anni da quella mossa. Ricordo bene. Ricevo da Roberto Carlos, scambio con Savio e mi trovo davanti Berg. Il colpo di tacco, più che una risorsa era una ispirazione. Non mi sento una leggenda, ma mi fa piacere che a Madrid riceva ancora oggi  stima e affetto. La mia relazione con il Real Madrid è eterna. Non gioco più con i veterani a causa della mia lesione al ginocchio, ma siamo ancora in contatto. Al Bernabéu o Valdebebas mi fanno sentire a casa".

REAL - Il Real si è fermato in un momento complicato: "Zidane ha già dimostrato che allenatore sia e sa anche che indossando quella maglia le critiche fanno parte del gioco. Inevitabile, per via della storia e dell'importanza di questo club. Riguardo i giocatori, Casemiro è uno dei migliori, Vinicius crescerà con il tempo mentre Benzema è diventato importante. Modric può essere ancora importante. Sergio è ancora in gran forma, sarà lui a decidere quando chiudere la sua carriera. Dovrebbe farlo a Madrid". Magari con Redondo in panchina. "Ho avuto proposte concrete l'anno scorso, ma non è stato il momento opportuno, ma l'idea di allenare c'è".