Redknapp ricorda il fair play di Di Canio: “Ma quale sportività… Volevamo ammazzarlo!”

Redknapp ricorda il fair play di Di Canio: “Ma quale sportività… Volevamo ammazzarlo!”

Gli atti di sportività procurano tantissimi applausi soprattutto da parte degli avversari ma i compagni che ne pensano? Lo spiega Redknapp, che ricorda lo storico atto di Fair Play di Di Canio in Premier League…

di Riccardo Stefani

Paolo Di Canio? Un personaggio piuttosto controverso. Sul campo ha sempre sfoggiato un’ottima tecnica di base, a volte però ha fatto piangere lacrime amare ai propri tifosi per qualche intemperanza di troppo e anche per la mancanza di quella continuità che gli avrebbe potuto garantire una carriera a livelli molto più alti. Paolo Di Canio, però non è solo questo. L’ex giocatore della Lazio, ai tempi della sua militanza al West Ham, è finito a lungo sulle cronache sportive inglesi per il suo indimenticabile atto di sportività contro l’Everton. Alla vigilia di West Ham-Everton, parla all’Alan Brazil Sports Breakfast Show Harry Redknapp, l’allora allenatore degli Hammers. E svela qualcosa che quasi nessuno si aspettava: “Volevamo ammazzarlo!”.

CONTESTO – Il 18 dicembre del 2000, Toffees e Hammers si giocano il cosiddetto “Best of the rest”, la battaglia per i migliori posti di metà classifica o giù di lì. I tre punti sono importantissimi per entrambe le squadre ma il 90′ si avvicina e il risultato è fermo sull’1-1. Il West Ham si fa avanti, un giocatore, sulla fascia destra, salta il portiere ma lo colpisce involontariamente sulla testa. L’arbitro non fischia e sempre da destra arriva il cross. Tutti sperano che Di Canio colpisca di testa e ponga la parola fine al match. Di Canio stoppa la palla. Non di petto, ma con le mani e indica il portiere a terra. Tra l’altro rischiando, visto che il gioco non era stato fermato, anche dei provvedimenti disciplinari. Fortuna per lui che l’arbitro è… comprensivo.

REDKNAPP – Intervistato da Sky dopo la partita, Redknapp si era limitato ad annuire quando i giornalisti gli chiedevano se fosse fiero dell’italiano. In realtà, racconta dopo quasi 19 anni, la reazione è stata un’altra: “Oh, mio Dio! Il giorno in cui ha preso quella palla con l’Everton per far soccorrere Paul Gerrard… Sono uscito dal campo a fine partita con un’espressione che sembrava dire ‘cosa ha fatto?’. Stuart Pearce arriva come un fulmine negli spogliatoi e mi dice: ‘Tenetemelo lontano eh. Altrimenti lo ammazzo, gli strappo via la testa!’. Due minuti dopo avevo l’intervista in diretta su Sky e il giornalista mi ha detto: ‘che grande giornata per il calcio! Devi essere proprio fiero di lui!’ e io: ‘beh, sì, certo, meraviglioso!’ ma in realtà lo volevamo tutti quanti uccidere“. Alla fine, però, Di Canio è rimasto in vita e con la testa…ben piantata sul collo!

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