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Razzismo, individuato uno degli “haters” che ha offeso Rashford dopo la finale di Wembley

LONDON, ENGLAND - JULY 11: Marcus Rashford of England looks dejected after hitting the post in their team's third penalty as Gianluigi Donnarumma of Italy celebrates in a penalty shoot out during the UEFA Euro 2020 Championship Final between Italy and England at Wembley Stadium on July 11, 2021 in London, England. (Photo by Andy Rain - Pool/Getty Images)

La polizia inglese è arrivata a uno degli haters che, nascondendosi dietro la tastiera, ha coperto di insulti razzisti il calciatore del Manchester United Marcus Rashford

Redazione Il Posticipo

La polizia inglese è arrivata a uno degli haters che, nascondendosi dietro la tastiera, ha coperto di insulti razzisti il calciatore del Manchester United Marcus Rashford  dopo la sconfitta finale dell'Inghilterra a Euro 2020. Secondo quanto riportato dalla BBC, il profilo è di un ragazzo poco più che maggiorenne. Il suo nome è Justin Price, 19 anni, di Worcester, e ha usato Twitter per apostrofare con frasi irripetibili l'attaccante inglese "colpevole" di aver sbagliato uno dei calci di rigore contro l'Italia a luglio.

RAZZISMO - Il Crown Prosecution Service (CPS) ha affermato di aver preso di mira il giocatore "in base al colore della sua pelle". Price dovrebbe essere condannato il 30 marzo. Secondo la ricostruzione il ragazzo ha cercato di evitare il rilevamento cambiando il suo nome utente dopo che il messaggio offensivo è stato segnalato e, in un primo interrogatorio ha anche negato le offese salvo poi, messo alle strette ha ammesso la propria colpevolezza quando è stato interrogato una seconda volta.

COLPEVOLE - Il ragazzo si è dichiarato colpevole di aver inviato un messaggio grossolanamente offensivo da parte di una rete di comunicazione pubblica al tribunale dei magistrati di Worcester. Mark Johnson, del CPS "L'indagato prendeva di mira il calciatore in base al colore della sua pelle e la sua azione ha chiaramente i connotati razzisti e può rientrare nel crimine d'odio. Spero che questo caso trasmetta il messaggio che non tollereremo il razzismo e che i trasgressori saranno perseguiti nella misura massima consentita dalla legge". Douglas Mackay, il procuratore capo sportivo del CPS, acronimo di Crown Prosecution Service è un'istituzione statale che opera in Inghilterra e Galles e funge da pubblico ministero nei procedimenti penali.

DERIVA - Douglas Mackay, il procuratore capo sportivo del CPS, si è invece soffermato sulla deriva razzista che ha caratterizzato gli ultimi mesi. "I crimini ispirati dall'odio relativi al calcio sono aumentati in modo significativo negli ultimi anni. Il rapporto interno di metà stagione della Football Policing Unit del Regno Unito ha mostrato un aumento significativo della criminalità legata al calcio rispetto ai livelli pre-pandemia. Al CPS, svolgiamo un ruolo cruciale nell'affrontare questi crimini e nel rendere il nostro sport nazionale inclusivo e sicuro da guardare. Deve passare il messaggio che non c'è posto per l'odio nel calcio. E tutti i crimini ispirati dall'odio come questo hanno un impatto significativo sulle vittime".