Razzismo, Ince: “Anche io vittima. In Italia i tifosi la passano sempre liscia…”

Razzismo, Ince: “Anche io vittima. In Italia i tifosi la passano sempre liscia…”

L’eco delle parole di Lukaku continua a risuonare. Paul Ince ha ricordato, attraverso le pagine del daily mail, come anche lui sia stato vittima dei cori razzisti.

di Redazione Il Posticipo

L’eco delle parole di Lukaku continua a risuonare. La presa di posizione del centravanti belga ha percorso a velocità siderale l’autostrada del web ed ha raggiunto diversi calciatori che adesso fanno sentire la loro voce. A anche un ex nerazzurro si unisce al coro: Paul Ince ha ricordato, attraverso le pagine del Daily Mail, come anche lui sia stato vittima dei cori razzisti.

IN CAMPO   – I ricordi dell’ex centrocampista riguarda quanto accaduto sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco: “Anche io sono stato una vittima del razzismo. In una sfida contro la Cremonese, ai tempi dell’Inter, sono entrato in contatto con il portiere avversario. Ci siamo allacciati, siamo caduti entrambi e io mi sono alzato immediatamente per dimostrare che non c’era alcun infortunio.  D’improvviso, però, dopo quell’episodio, metà stadio ha iniziato a ululare. Per circa venti minuti mi hanno urlato di tutto: ho ascoltato termini come “negro di ….” ed è stato terribile”.

E FUORI – Ince precisa, inoltre, che i problemi non erano solo all’interno del rettangolo di gioco. Fin dal primo giorno in cui è arrivato a Milano ed era in cerca di casa, non è stato tutto rose e fiori. Anzi. “Fuori dal campo anche peggio. Quando sono andato per la prima volta a Milano, su un muro ho letto  una scritta con una frase razzista. Ed è rimasta lì per lungo tempo. Sembra che in Italia il problema del razzismo sia sottovalutato”.

TIFOSI – La chiave del problema, secondo il centrocampista inglese, è l’eccessiva tolleranza.  “I tifosi in Italia la passano sempre liscia e quindi in tanti credono ancora di poter usare quel tipo di comportamento”. Il problema, comunque, riguarda anche la UEFA. Ince chiude rincarando la dose. “Non credo che la UEFA abbia fatto o stia facendo abbastanza per fermarlo, devono stabilire un precedente con tutte le squadre, che si tratti di Italia, Francia, Inghilterra. Credo che non lo stiano facendo”.

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