Alex Dyer, vice CT della Scozia: “Ho dovuto lavorare il doppio perché sono nero”

L’allenatore del Kilrmanock e vice commissario tecnico della Scozia racconta la sua esperienza.

di Redazione Il Posticipo

Alex Dyer, che ha preso il posto nello scorso dicembre di Alessio al Kilmarnock, racconta la sua esperienza di allenatore in Scozia ai microfoni di Sky Sports. Il tecnico di colore, che è anche vice allenatore della nazionale scozzese, ritiene che abbia dovuto lavorare di più dei suoi colleghi per avere almeno le stesse possibilità.

OPPORTUNITÀ – Questione di pari opportunità. Nel senso più pieno del termine. “La storia dice che non abbiamo le opportunità dare ai bianchi. Io sono un uomo di colore che vuole fare l’allenatore e cerco di dare il massimo di quello che posso. Sappiamo, però, che nella vita esistono alcune ingiustizie. Credo che dovrebbero esserci più africani, asiatici, e altre minoranze etniche ad allenare e occupare posti importanti nel calcio”:

VICE CT – Dyer si è costruito una certa credibilità. Oltre ad allenare il Kilmarnock è il vice del CT scozzese Steve Clarke. La coppia ha anche lavorato insieme prima che Clarke. “Per lui non c’è mai stato alcun problema. Sarei potuto essere bianco o anche verde, ma Steve Clark è andato oltre il colore della pelle. Mi ha dato l’opportunità, ma sono certo che me l’abbia concessa solo perché pensava che fossi in grado di svolgere il mio lavoro.”

PROSPETTIVE – In attesa di potersi giocare un posto per i prossimi Europei, Dyer si concentra sul suo immediato futuro. Deve tenersi stretta la panchina: sinora i risultati sono dalla sua parte. Il Kilmarnock ha totalizzato 33 punti, di cui 14 sotto la sua gestione, negli ultimi due mesi prima dello stop.  “Ci siamo allenati abbastanza bene. Siamo consapevoli delle nostre possibilità. Non avremo il budget e i migliori giocatori al mondo, ma non è neanche la situazione peggiore possibile. Finché avremo giocatori che lavoreranno sodo e combatteranno da vera squadra di calcio allora avremo una possibilità di essere competitivi”.

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