Ravanelli: “Sarri non va giudicato dal Lione. Alla Juve manca un Mandzukic”

L’attaccante sa come si vince una Champions. E ritiene che il futuro di Sarri non debba dipendere dalla sfida contro il Lione.

di Redazione Il Posticipo

Ravanelli sa come si vince una Champions. E ritiene che il futuro di Sarri non debba dipendere dalla sfida contro il Lione. L’ex attaccante bianconero parla della sfida contro i francesi aprendo una parentesi anche sul mercato.

LIONE – La partita contro il Lione può aprire scenari diversi ma secondo Ravanelli non deve influenzare la permanenza di Sarri. “La storia dice che la Juventus non prende mai decisioni affrettate. Se hanno deciso di andare avanti con lui, lo faranno a prescindere da questa partita. Fra l’altro negli ultimi anni il problema della Juventus in Europa è che quando ci sono le partite decisive, mancano giocatori fondamentali”.

SARRI – Ravanelli difende Sarri e traccia anche le linee guida del mercato: “Fare il gioco che voleva Sarri, con questa Juventus, era praticamente impossibile. I giocatori della Juventus sono forti fisicamente, tecnicamente ma meno dinamici. Per questo si è visto poco il suo calcio: fanno fatica nel riempire l’area. Spesso recuperano palla, ma poi non riusciva ad andare in area di rigore. Manca la fisicità di Mandzukic. Tutti sanno che Ronaldo non ama fare il centravanti. Milik potrebbe fare comodo, ma è soggetto agli infortuni. Nella prossima campagna acquisti dovrà essere portata avanti un’idea e, oltre a Kulusevski e Arthur, c’è bisogno di giocatori importanti, che riescano ad essere leader in campo sin da subito. Chiellini ha 35 anni ed è reduce da un brutto infortunio”.

DIFFERENZE – Ultime battute sul cambiamento del calcio. “Si è persa un po’ identità. Eravamo gente pronta a morire per la causa juventina. Oggi appena finito il lavoro in campo si va sui social, si passa poco tempo nello spogliatoio con i compagni. Se non entri nel cuore ai ragazzi, non te la faranno mai quella corsa in più. Questo vale soprattutto per i settori giovanili, in cui serve chi sappia mostrare ai giovani cosa serve, quali sacrifici e mentalità servano. Che sia una scuola di vita”.

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