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Raspadori come Schillaci? La storia è ricca di grandi sorprese a tinte azzurre..

(Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)

SORPRESE Raspadori, una delle scommesse di Mancini che non ha mai guardato la carta d’identità e spesso ci ha preso. Basti pensare che ha convocato Zaniolo quando era ancora un semisconosciuto. In generale, la storia della nostra nazionale...

Redazione Il Posticipo

SORPRESE

 REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - JULY 29: Giacomo Raspadori of US Sassuolo celebrates his goal during the Serie A match between US Sassuolo and Genoa CFC at Mapei Stadium - Citta del Tricolore on July 29, 2020 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
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Raspadori, una delle scommesse di Mancini che non ha mai guardato la carta d'identità e spesso ci ha preso. Basti pensare che ha convocato Zaniolo quando era ancora un semisconosciuto. In generale, la storia della nostra nazionale ha spesso... storie da raccontare. Di precedenti relativi a calciatori che non avrebbero dovuto neanche essere in lista o che sono stati convocati solo all'ultimo minuto e si rivelano protagonisti inaspettati ce n'è a iosa.

MITO

 1973: The Italian football team who qualified for the 1974 World Cup after beating Switzerland. Back row, left to right: R Benetti, D Spinosi, Gianni Rivera, Dino Zoff, G Morini, Luigi Riva. Front row: Fabio Capello, Giacinto Facchetti, Pietro Anastasi, Sandro Mazzola, T Burgnich. (Photo by Keystone/Getty Images)
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Nel 1968 un giovanissimo portiere di nome Dino Zoff vince il dualismo con Albertosi complice l'infortunio del titolare. Gioca e vince gli europei casalinghi, difendendo la porta della nazionale e subendo soltanto una rete. Inizia così una storia straordinaria di uno dei miti del calcio azzurro. Nel 1970 torna in panchina, ma dal 1974 in poi sarà titolare inamovibile, togliendosi la soddisfazione di sollevare, a 40 anni, la Coppa del Mondo.

BELL'ANTONIO

 HALMSTAD, SWEDEN - JULY 10: Antonio Cabrini, head coach of Italy looks on before the UEFA Women's Euro 2013 group A match at Orjans Vall on July 10, 2013 in Halmstad, Sweden. (Photo by Martin Rose/Getty Images)
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A fine anni '70 un esterno sinistro fa strage di avversari e di... cuori. Antonio Cabrini, nel 1978, è fra i protagonisti assoluti del campionato vinto dalla Juventus. Quel ragazzino che ara la fascia abbinando corsa e qualità fa innamorare anche... Enzo Bearzot che lo porta ai mondiali del 1978 in Argentina dove la nazionale chiuderà con un lusinghiero quarto posto. E Cabrini si impadronisce del ruolo che non lascerà più.

PABLITO

 (Photo by Bongarts/Getty Images)
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Anno di grazia 1982. Bearzot sfida la critica portando con sé Paolo Rossi appena tornato a giocare dopo lo scandalo del calcioscommesse. E la storia diventa leggenda. Paolo inizia maluccio, il "vecio" lo difende contro tutto e tutti e passa alla cassa con gli interessi. Sei gol nelle ultime tre partite. Rossi, che non doveva quasi esserci, regala un mondiale indimenticabile agli azzurri. Indimenticabile come lui.

ZIO  

 VIGO, SPAIN - JUNE 15: WM 1982 in Spanien, Vigo; Team/Mannschaft ITALIEN/ITA; hintere Reihe v.lks.: GRAZIANI, Torwart ZOFF, BERGOMI, ANTOGNONI, COLLOVATI; vordere Reihe v.lks.: CABRINI, ROSSI, CONTI, MASSARO, TARDELLI (Photo by Bongarts/Getty Images)
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Nella nazionale del 1982 c'è anche... un bambino con i baffi. Giuseppe Bergomi, ai tempi del mondiale spagnolo, ha poco più di 18 anni ma tutti lo chiamano "zio" per il look che lo invecchia un po'. In campo, il ragazzo mandato in campo da Bearzot non sbaglia un colpo. Entra e gioca divinamente contro il Brasile e non esce più dalla squadra che porta in Italia il terzo campionato del mondo.

NOTTI MAGICHE

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Italia'90, notti magiche e... Toto Schillaci. La nazionale italiana è favorita per il Mondiale casalingo. Nelle intenzioni del CT Vicini la coppia titolare è formata da Vialli e Carnevale. Fra cali di forma e infortuni, invece, si fa largo l'ultimo arrivato a suon di gol con la Juventus. Totò subentra contro l'Austria ed è subito magia. La palla sembra calamitata. Va dove è lui, e poi sempre in porta. Sei gol, ma la grande amarezza di un sogno sfumato in semifinale.

SARACINESCA

 27 Oct 2001: Francesco Toldo goalkeeper of Inter Milan in action during the Serie A 9th Round League match between Juventus and Inter Milan, played at the Delle Alpi stadium, Turin Italy. DIGITAL IMAGE. Mandatory Credit: Grazia Neri/ALLSPORT
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Europei del 2000. Buffon titolar inamovibile ma si infortuna. Il forfait di Supergigi apre le porte della nazionale azzurra a Toldo, che la chiude e butta le chiavi. Italia assolutamente ermetica, Toldo interprete straordinario in semifinale quando para di tutto e di più contro l'Olanda. Passa alla storia per la sua serie incredibile di parate ai rigori. E continua a respingere tutto, sino a pochi secondi dalla fine dell'Europeo quando è beffato da Wiltord. 1-1 contro la Francia e supplementari. L'Italia perde l'Europeo al golden gol.

MURO DI BERLINO

 BERLIN - JULY 09: Marco Materazzi (L) of Italy lies injured on the pitch, after being headbutted in the chest by Zinedine Zidane of France during the FIFA World Cup Germany 2006 Final match between Italy and France at the Olympic Stadium on July 9, 2006 in Berlin, Germany.(Photo by Ben Radford/Getty Images)
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La vendetta è un piatto che l'Italia serve freddo alla Francia, nel 2006 quando le due squadre si ritrovano in finale per giocarsi il titolo mondiale. Fra gli azzurri, al centro della difesa, Marco Materazzi. Il centrale, partito come riserva, trova spazio per l'infortunio di Nesta. E segna subito, contro la Repubblica Ceca. Mondiale indimenticabile il suo. Becca il rosso agli ottavi con l'Australia, torna e segna in Finale prima nei tempi regolamentari e poi nella serie dei calci di rigore.

L'UOMO DELL'ULTIMO MINUTO

(Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)
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L'ultimo gol del Mondiale 2006 è di un illustre sconosciuto che fa innamorare l'Italia degli azzurri capaci di vincere il mondiale grazie all'uomo dell'ultimo minuto. Al secolo, Fabio Grosso. Gregario di Lippi, diventa titolare dopo la sfortunata autorete di Zaccardo che spinge il CT a riportare Zambrotta a destra. Scelta felicissima. A sinistra, Grosso mette la freccia contro l'Australia e si procura, nel finale,  il rigore che permette agli azzurri di passare un ottavo complicatissimo contro l'Australia. Segna a due minuti dalla fine il gol che permette agli azzurri di sbloccare la semifinale contro la Germania. Infine mette a segno il rigore decisivo nella serie che decide la  finale contro la Francia.